Polemiche in via Garibaldi
Da un lato della strada si sorride. Dall'altra non ci si dà pace. In mezzo via Garibaldi, in una giornata di sole e quasi festa, per una volta è come dovrebbe essere: piena di gente che passeggia, si guarda intorno, sorride.
Proprio quello che tutti vorrebbero ed esattamente il risultato che si sperava di ottenere quando si è deciso, da parte della Amministrazione comunale, di dedicare questi tre giorni, da ieri fino a domani, al mercatino regionale francese, l'evento con retrogusto parigino che offre cibo, vino e altre attrazioni in salsa cisalpina. E vista l'affluenza registrata già nelle prime ore di ieri, era proprio l'occasione giusta per la strada e quella zona spesso sottovalutata.
«Il risultato, purtroppo, è stato però ben diverso - tuonava evidentemente sospeso tra la rabbia e lo sconcerto, ieri mattina, il titolare del negozio Schick Men, all'angolo con via Bodoni, - Sono arrivato qui stamattina pieno di entusiasmo e mi sono trovato davanti questo muro».
Già, perché per una scelta bizzarra, che poi si svelerà essere frutto di un clamoroso fraintendimento, la lunga teoria di stand di alimentari, e non solo, è stata piazzata proprio lungo il marciapiede sul lato ovest della via, quello per capirci verso il fiume.
Il risultato? Disastroso. Dall'altra parte della strada, infatti, marciapiede libero e tutta la strada dedicata allo shopping con, come detto, conseguenti sorrisi dei commercianti e dei clienti.
Da questa, dietro gli stand allineati, vetrine di negozi assediate e di fatto invisibili, con gli accessi quasi impossibili da raggiungere. «Tanto vale chiudere tutto e andarsene a casa», ha proseguito il negoziante a cui, ben presto hanno iniziato a fare eco altri colleghi.
«La situazione economica è quella che è e noi, francamente, puntavamo a questo weekend per ottenere buoni incassi – aggiungeva con voce demoralizzata la titolare del punto vendita di abbigliamento femminile Island.- Invece con questa scelta assurda non riesco neppure ad arrivare alla porta io. Figuriamoci se lo faranno le clienti».
Ma non era finita. Ad aumentare il senso di rabbia ci si sono messi pure alcuni residenti che, a loro dire, senza essere stati informati, si sono trovati i passi carrai bloccati con le auto all'interno. Chi doveva partire è rimasto intrappolato.
Insomma, una situazione di generale scontento che, sempre secondo il mugugno di molti, è arrivata anche come un fulmine a ciel sereno. «Sapevamo genericamente di una iniziativa ma non i dettagli; certo, se ci avessero detto che saremmo stati chiusi in gabbia avremmo protestato per tempo - ha proseguito un altro esercente, subito saltato in sella alla sua bici per andare a cercare qualche responsabile. «A cui chiedere spiegazioni e scuse».
Quelle che, per fortuna, sono poi arrivate nel pomeriggio grazie al delegato al commercio del Comune. Luca Vedrini, che informato dell'accaduto è prontamente intervenuto. Cercando subito correttivi.
«Come Comune abbiamo dato precise indicazioni sulle modalità di installazione alla società che si è occupata dell'allestimento. Purtroppo chi si è poi occupato direttamente dei lavori non ha rispettato le nostre indicazioni che, ovviamente, puntavano a dare il massimo della visibilità e del vantaggio agli esercenti. Ecco perché domani (oggi, ndr) le pareti degli stand che coprono le vetrine dovranno essere tolte mentre si dovranno creare opportuni varchi per facilitare il passaggio dei clienti. Proprio come era previsto e come è giusto che sia»,
Oggi quindi si riparte. E, si spera, i due lati di via Garibaldi sorrideranno insieme ascoltando una musica francese. Finalmente senza gabbie o muri in mezzo.
lu.pe.
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