FIDENZA
Torna a far discutere l'autovelox di via Davighi, la via Emilia nella zona di San Faustino dove il limite è di 50 km orari: nei giorni scorsi il Tribunale civile di Parma ha annullato due contravvenzioni ad un mezzo di un'azienda di Parma, difesa dall'avvocato Carlo Pollini.
Dopo che nel 2023 il giudice di pace di Parma aveva dato ragione all'azienda multata, ora il giudice ha rigettato l’appello promosso dal Comune di Fidenza.
In particolare, il giudice ha accolto le eccezioni formulate dall’avvocato Pollini in relazione alla mancata autorizzazione prefettizia di utilizzo del sistema di rilevamento bifrontale, cioè su entrambi i sensi di marcia.
Secondo il giudice, infatti, l’autorizzazione prefettizia era stata concessa al Comune solo per il tratto di strada in direzione di Fidenza e non in quello in direzione di Alseno, dichiarando pertanto i verbali nulli e condannando il Comune al pagamento delle spese legali.
«Il Comune di Fidenza non può che prendere atto della decisione del giudice e rispettarne la sentenza, che in sintesi comporta un riconoscimento di spese legali per 460 euro. È però nostra intenzione – spiega il sindaco Davide Malvisi - valutare attentamente il ricorso in Cassazione per far valere le ragioni dell'amministrazione. Che esistono e sono tante, a dir la verità».
«Innanzitutto, a nostro giudizio questa vicenda ha ruotato tutta sull'interpretazione della volontà del prefetto - aggiunge Malvisi - un fatto questo decisamente singolare e per certi versi kafkiano di cui, probabilmente, non ha colpa nessuno, ma che effettivamente pone non pochi problemi. Il Comune di Fidenza non intende spingersi nel terreno insidioso delle interpretazioni, ma offrire, almeno in questa fase, qualche elemento di riflessione in più. Ad esempio la richiesta fatta a suo tempo dall'amministrazione comunale, era il 25 ottobre 2021, è stata molto chiara in proposito: infatti specificava già a partire dall'oggetto che si chiedeva l'autorizzazione per autovelox bidirezionale. A questa richiesta è stato risposto positivamente indicando il punto esatto dove il sistema avrebbe dovuto essere ed è stato collocato. Da sottolineare che nel caso di altre richieste da parte di Comuni della provincia, quando la Prefettura ha inteso autorizzare un apparecchiatura mono direzionale lo ha esplicitato chiaramente nel dispositivo. E basterebbe valutare fino in fondo queste questioni per capire che in aula ci si è addentrati nel campo insidioso delle interpretazioni, lasciando forse in secondo piano il contesto nel quale il Comune di Fidenza e la Prefettura hanno operato, ciascuno per la propria competenza, per la sicurezza delle nostre strade».
Malvisi conferma dunque la volontà di opporsi nuovamente alla sentenza: «Lo faremo soppesando attentamente i vari elementi in nostro possesso e non per cercare rivalsa, ma per veder riconosciuta una verità che, guardando nel complesso la vicenda, ci pare emerga dagli atti in modo netto. Anche e soprattutto - conclude Malvisi - in considerazione del fatto che siamo in presenza di un'accertata infrazione della legge, che in nessun modo la sentenza in questione mette in dubbio».
r.c.
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