Maratona di New York
La New York di tutti. La maratona di tutti i parmigiani. Di quelli che la corrono la prima volta o che tornano. Quelli che se lo sono detti seguendola in tv, che la correranno prima o poi. Una volta ancora la delegazione in terra stelle e strisce è stata nutrita, con la certezza che trovarli tutti, i parmigiani a New York, ricorda la storia dell’ago nel pagliaio, ma eccoli, i finisher della maratona più bella del mondo.
Tanti e tante con la casacca della Parma Marathon, capitanati da Paolo Peschiera. Bravi quindi Gloria Castagnetti, Michele Guiducci, Andrea Cavalli, Loredana Liberato Scioli, Stefano Marra, Aureliana La Monaca, Gloria Castagnetti, Michele Guiducci, Andrea Cavalli, Rita Cortesi, Nicoletta Frantosi, Alessandro Doddo, Luca Nadotti, Calogero d’Andrea, Massimo Amoretti, Valentina Modica, Andrea Bonini. Non poteva poi mancare il Cus Parma con Giacomo Cafaro, Fabrizio Russo, Massimo Garbi, Lorenzo e Giacomo Lasagna, Francesco Famà, Roberto Peri, Luca Vitale.
Tra i tanti altri parmigiani e parmigiane, Dario De Risi (Gp Avis Montecchio/Atletica Reggio), Antonino Gioffrè (Polisportiva Torrile), Francesco Mangora (Casone Noceto), Chiara Arbelti (Atletica Manara), Carlo Dieci (Atletica Manara), Paola Caporetto (Atletica Manara), Marco Meschi (Toccalmatto), Luciano Vespucci (Toccalmatto), Marcello Vergano (Quadrifoglio), Gianmarco Rastelli (Quadrifoglio), Gabriella Macchi (Mds Panaria Group), Davide Bernardi (Mds Panaria Group), Loris Zanni (Asd Vengo lì), Fabio Ferraroni (Atletica Manara), Massimo Portesani (Atletica Cral Barilla), Marco Pedrini (Cittadella 1592), Valter Perotti (Ballotta Camp).
Le classifiche sono ancora provvisorie, ma tra i parmigiani più veloci - e con la storia più bella da raccontare - Lorenzo Lasagna. Volto noto a Parma, che a New York è arrivato con il figlio Giacomo. Papà batte figlio 3h07 contro 3h18, ma la cosa più bella di tutte «è stata prepararla insieme. Qui è difficile poi correre fianco a fianco, per le partenze scaglionate, ma vivere questa emozione insieme non è stata cosa da poco».
«Per la prima volta a New York - aggiunge Lorenzo - ma sono alla mia nona maratona. Sapevo che non sarei stato sotto le tre ore, ho un personale di 2h57, ma si sa che nella Grande mela la fatica è tanta. Almeno tre i momenti tosti, dei falsi piani che ingannano, ma sono stato felice di trovarmi all’arrivo con Giacomo, il resto contava poco. Ho sempre sentito parlare di New York ma il tifo è oltre ogni immaginazione. Non sarà la gara più veloce del pianeta, ma di certo è quella con più energia. E poi la soddisfazione più grande arriva dopo la gara. Ritirata la medaglia la gente ti ferma, si congratula. Chi ha finito la maratona viene visto come un eroe».
Luca Bertozzi
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