Aveva 55 anni
Salsomaggiore tributerà oggi alle 15 nella chiesa di San Giovanni in Contignaco l’estremo saluto a Silvio Giorgi, ex calciatore con un passato nella Cremonese in serie B, improvvisamente venuto a mancare mentre stava tagliando legna in un bosco nel pistoiese dove risiedeva da qualche tempo.
Nato nella città termale nel 1969, Silvio Giorgi si fece notare in ambito calcistico sin da giovanissimo agli esordi con la Combi: difensore longilineo, agile, forte di testa, veloce, esuberante dal punto di vista agonistico e in possesso di un’ottima tecnica, a 14 anni si trasferì nel vivaio della Cremonese che vinse la concorrenza del Parma.
Da lì fu una vera e propria escalation: una strepitosa stagione negli «Allievi» gli valse la convocazione in «Primavera» dove a 15 anni vinse la Coppa Italia di categoria sconfiggendo in finale il Como per 4-0 dopo aver eliminato squadre come il Torino e il Milan che vantavano nelle proprie file calciatori del calibro di Lentini, Maldini e Costacurta.
A 16 anni il mister Emiliano Mondonico lo fece esordire in serie B a Pescara: l’allenatore lombardo stimava particolarmente il talentuoso giocatore salsese tanto da volerlo portare con sé anche nel Como in A ma la società grigiorossa fece valere il contratto non lasciandolo partire.
Il nuovo allenatore, Mazzia, ne apprezzò la duttilità nei ruoli difensivi ma non gli diede la giusta fiducia e così Silvio Giorgi cominciò a girovagare sui campi della serie C, Alessandria, Derthona, Pergocrema e Siracusa le casacche vestite, concludendo la carriera nel Campionato Nazionale Dilettanti (ora serie D) con Fidenza, Collecchio e Reggiolo. Successivamente, Silvio Giorgi aiutò la famiglia come cuoco nella gestione dell’albergo Moresca e poi come muratore nell’azienda edile sempre di famiglia ma la sua vera passione erano la natura, il verde, il giardinaggio, l’andare per funghi e il tagliare la legna. Silvio Giorgi ha lasciato le figlie Sofia e Asia con Francesco, il papà Serafino, la mamma Milena, i fratelli Lorenzo e Sabrina con le rispettive famiglie, Patty e Veronica.
M.L.
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