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Lutto

Sant'Andrea di Torrile piange Gian Luca Grulla

Sant'Andrea di Torrile piange Gian Luca Grulla

07 Novembre 2024, 03:01

Torrile È stata un fulmine a ciel sereno, per gli amici di tutta la vita e per l’intera comunità di Sant’Andrea, la scomparsa di Gian Luca Grulla, morto lunedì sera a soli 64 anni a causa di un malore improvviso mentre si allenava in bicicletta, sua passione da sempre. Una scomparsa che ha lasciato un grande cordoglio non solo nella sua grande famiglia, a partire dalla moglie Noretta e dal figlio Francesco, ma anche in chi ha condiviso con lui ricordi che iniziano negli anni dell’adolescenza e in chi lo conosceva come vicino di casa, appassionato sportivo, collega di lavoro o, da quando era in pensione, come volontario attento e partecipe dell’Anmic Parma.

«Gian Luca era una persona sempre col sorriso, pacata, umile; un volontario sempre disponibile, gentile, operoso – hanno voluto sottolineare i volontari dell’associazione, ricordandolo con un lungo post sui canali social -. Con l’amico di una vita, Giorgio, si occupava di riparare gli ausili destinati in prestito gratuito alle persone bisognose».

Dopo aver lavorato per decenni alla Compagnia Generale Riprese aeree, Gian Luca si era goduto il meritato pensionamento nel febbraio di due anni fa. Ma il riposo non gli bastava: la sua energia e la sua voglia di fare lo portarono a dedicarsi con passione al volontariato. «Con Anmic è iniziato tutto con un piccolo progetto che già immaginavamo di sviluppare in maniera più continuativa - ha ricordato Walter Antonini, amico di Grulla da oltre quarant’anni e presidente dell’associazione -. Le case di cura di Parma avevano decine di carrozzine e ausili danneggiati accatastati in un magazzino e Gian Luca e Giorgio, lavorando con incredibile dedizione, hanno reso nuovamente utilizzabili più di 90 presidi».

Cuore grande e anima gentile sono le caratteristiche che tanti evidenziano, pur ancora increduli davanti alla triste notizia. «Se c’era qualcuno per cui non ci saremmo mai aspettati un destino così, era proprio lui – aggiungono gli amici della sua compagnia, nata sotto il campanile della chiesa di San Patrizio negli anni ‘70 -. Sempre sportivo, attivo, pieno di vita, mai arrabbiato o scortese: era l’emblema della serenità e della disponibilità». Nato e cresciuto a Parma, Gian Luca si era innamorato della campagna della Bassa quando ha conosciuto Noretta, che viveva nella frazione di Torrile con la famiglia. E proprio quei campi aperti hanno fatto sì che insieme decidessero di scegliere Sant’Andrea come luogo in cui vivere. 40 anni da marito e moglie, festeggiati il 14 ottobre scorso, durante i quali Gian Luca ha trasmesso anche la passione per la bici a lei e al figlio. Solo due anni fa, tutti insieme, si sono lanciati nell’«avventura» della Parigi Roubaix: Noretta accompagnava e Gian Luca e Francesco pedalavano lungo l’iconico tracciato. «Sono arrivati insieme al velodromo molto fieri per aver portato a termine questa grande impresa, e questo resterà un ricordo indelebile per tutti noi».

Chiara De Carli

© Riproduzione riservata

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