VIDALENZO
Polesine Zibello Quasi atteso in persona e puntualmente arrivato con la sua voce a ingentilire in maniera struggente la cruda ferocia di un dramma. E a commuovere fino alle lacrime con l’«Ingemisco» della Messa da Requiem di Verdi.
Da ieri Carlo Bergonzi ha un ospite vicino a sé nella cappella di famiglia del cimitero di Vidalenzo.
Qui il «tenore di Verdi» senza alcun dubbio non riposa in pace. Infatti l’ospite non invitato ma a lui imposto dalla crudeltà della vita è il figlio Marco, arresosi al male inesorabile dopo un calvario di tre anni di sofferenza.
Uno strazio inconsolabile, troppo lungo nella sua feroce ‘ ictus’ , sotto gli occhi della madre, costretta, a novantaquattro anni, a subire il dolore più atroce che possa provare una genitrice: la morte di un figlio.
E’ stato un pomeriggio di dolore intenso, quello provato ieri nella chiesa di Vidalenzo gremita di un migliaio di persone, molti amici d’infanzia vidalenziana, periodo molto caro a Maurizio e Marco, nati a Vidalenzo, il paesino acquattato sotto gli argini dell’Ongina, terra «verdianissima» a due chilometri dalla Villa Verdi, vergognosamente chiusa da due anni.
Sì, non poteva mancare il saluto dal cuore del grande tenore al suo Marco. La sensibilità dei frati parrocchiali si è dimostrata totalmente in accordo cordiale con la richiesta avanzata da Maurizio Bergonzi. Sicché dopo la funzione religiosa, con ancora tracce aeree di incenso aleggianti sull’ultima dimora lignea di Marco, innescata dal nipote Carlo, la voce cordiale del «tenorissmo» , finemente cesellata con sapienza verdiana, amorevole e sincera nel sublimare la vita, è stato il sigillo paterno benedicente di un padre, al figlio amato. E, come a voler ad aggiungere pathos a un pomeriggio di indimenticabili sentimenti, il cielo sopra Vidalenzo andava allestendo un tramonto di intensità verdian-bergonziana: finale da batticuore per concludere l’emozione musicale regalataci dal cognato dei Brognzi: il maestro Fabrizio Cassi, arrivato dal San Carlo di Napoli, dove è direttore del coro, e valente organista esecutore del motivo della «Vergine degli angeli».
Sì, davvero un pomwegio «aux anges», quello dell’addio a Marco Bergonzi. Doloroso oltre ogni dire.
Lo strazio della madre 94enne: «Perchè tanto dolore?»
E’ una madre di 94 anni: inconsolabile, come tutte le madri che perdono un figlio, ovviamente. Ma qui, nel caso di Marco Begonzi, il destino ha travalicato ogni limite: «Perché infliggere tanto dolore a un uomo innamorato della vita?», si chiede, la voce scossa dal pianto disperato, la signora Adele Bergonzi, chiusa nella casa bussetana. Impedita dagli acciacchi dell’età, peggiorati ultimamente ed ora ancor più strazianti per la perdita del figlio minore. «Il mio Marco, un uomo di 67 anni forte come una roccia: simpatico e scherzoso, amico di tutti, uomo che voleva bene ed era amato da tutti quelli che lo conoscevano».
La signora Adele vibra di doloroso sdegno: «Perché umiliarlo con un calvario durato quasi tre anni? Povero il mio Marco, non si meritava un castigo come questo. Era amatissimo, questo mio figlio stupendo, innamorato della moglie, la dolce e bravissima Ilaria. Stravedeva per il fratello Maurizio, e sua moglie Erminia, per i nipoti Carlo e Martina, per Alex e la loro piccola. Guai per i cugini di Vidalenzo, i due Aimi, Nicola e Fabrizio, figli di mio fratello Rino e della moglie Ivanna».
Sì, davvero amato da molti, era il Marco soprannominato Marcotto dal padre. Annichilita dal dolore Adele Bergonzi sta avendo affetto vero e profondo da moltissime persone. «Ho qui la lettera del figlio di Zeffirelli, grandissimi e affezionati estimatori del mio Marco». Sì, tanta solidarietà e affetto vero per Marco. In chiesa a Vidalenzo, moltissimi amici: non poteva mancare Leo Nucci il super amico, con la moglie Adriana Anelli. «Che dire davanti a una simile tragedia? Non ci sono parole adatte. Adesso bisogna stare vicini ad Adele. Dio mio che tragedia». C’è il pianista di Carlo Bergonzi, Vincent Scalera con la moglie. C’è Anna Maria Chiuri, mezzosoprano di valore, silenziosa e sofferente in fila per la Comunione. Molti amici non hanno potuto disdire impegni altrove. Come Michele Pertusi, che ha mandato la sua maestra di canto, la signora Tanaka. Molte le «autorità»: dal sindaco idi Busseto, Stefano Nevicati, con vice e segretario, al primo cittadino di Polesine Zibello, Massimo Spigaroli con la professoressa e assessora Mainardi.
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