La nomina
Comunicazione e marketing sono il suo pane quotidiano. La pallavolo semplicemente la sua vita.
Un patrimonio inesauribile di competenze ed esperienza quello che Roberto Ghiretti metterà, per il prossimo quadriennio, al servizio della commissione Comunicazione della Fivb, la Federazione internazionale di volley. Per lui si tratta di un ritorno all'interno dell'associazione che raggruppa le federazioni internazionali.
Il terzo, nello specifico, dopo essere stato agli inizi degli anni Novanta segretario della commissione tecnica e poi nei primi anni Duemila alla guida della commissione per lo sviluppo dell'attività mondiale dei club.
«Tornare a distanza di vent'anni è estremamente gratificante sul piano personale: significa che ai massimi livelli dell'ambiente pallavolistico, basta solo guardare i nomi che compongono la commissione allenatori, da Kiraly al nostro De Giorgi e a Grbic, c'è stima nei miei confronti» sottolinea il dirigente parmigiano, una carriera costellata di successi, sia a livello di trofei che nell'organizzazione di grandi eventi.
In fondo, però, lei la pallavolo non l'ha mai abbandonata del tutto.
«A questo sport ho dedicato anni importanti della mia carriera, a tutti i livelli. Con l'arrivo del presidente Manfredi alla guida della Federvolley mi è stato chiesto di curare la parte relativa al marketing e alla comunicazione, seguendo tutto il discorso legato alle sponsorizzazioni. In tal senso stiamo facendo un buon lavoro: per i prossimi quattro anni credo che porteremo a casa risultati soddisfacenti, in linea con le aspettative e gli obiettivi che ci eravamo posti».
Da membro della commissione Comunicazione della Fivb l'attende un'altra bella sfida, l'ennesima.
«Da quest'anno ho lasciato la mia azienda ai miei collaboratori. Ho mantenuto solo alcune attività, come appunto la pallavolo e la ginnastica. Diciamo che voglio dedicarmi alle cose che più mi appassionano. Confesso che quando mi è stato prospettato questo incarico nell'ambito della Fivb non ero molto convinto: avrei preferito mandare avanti i giovani, ma il messaggio è stato chiaro».
In che senso?
«Il presidente mi ha detto che il tempo dei giovani verrà. Ma in questo momento l'Italia ha bisogno di essere rappresentata da dirigenti con una certa esperienza alle spalle».
Di cosa si occuperà la commissione?
«Di tutto quello che concerne lo sviluppo degli aspetti relativi a comunicazione e marketing della Federazione internazionale».
Dove occorre intervenire?
«Serve un'idea di sviluppo globale. La pallavolo è sicuramente uno degli sport più praticati al mondo, ma ad oggi in troppe nazioni sconta un ritardo. Ci sono paesi, anche molto importanti, dove questa disciplina arranca: bisogna fare in modo che quelli più evoluti facciano da traino a chi attualmente è indietro. Bisogna rendere la pallavolo un prodotto ancora più attrattivo, televisamente e digitalmente. Questo può avvenire soltanto adottando strategie di sviluppo che siano quanto più capillari e di successo possibili, sul piano comunicativo. Partiamo dal presupposto che questa commissione ha carattere consultivo-strategico e che nessuno di noi ha la bacchetta magica, ma un contributo cercheremo di darlo».
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