INTERVISTA
Sindaco Guerra, siamo arrivati a metà mandato: è soddisfatto di quello che ha fatto?
«Molto soddisfatto. Stiamo proseguendo sulle linee di mandato che abbiamo fissato, sono stati ottenuti riconoscimenti di notevole importanza che ci confermano che stiamo lavorando bene, abbiamo avuto la forza di indirizzare dove era meglio per il pubblico interesse alcuni dei maggiori progetti per la città del futuro e stiamo gestendo il Pnrr in modo puntuale ed efficace. Il Comune è un interlocutore serio e rispettato da tutte le realtà che in questi due anni e mezzo hanno avuto a che fare con noi, sia a livello locale che regionale, nazionale ed europeo e questo è un aspetto che ritengo molto importante».
Il provvedimento di cui è più orgoglioso.
«Ce ne sono tanti e so già che sceglierne uno mi creerà più di un rammarico, ma se devo farlo dico “Fa’ la casa giusta”, che in tempi record sta orientando l’impegno della città sull’emergenza casa, qualcosa a cui Parma, per sua fortuna, era stata negli ultimi decenni poco abituata. E poi, se posso, mi ha fatto un bell’effetto quando, alcune settimane fa, l’assessora Vernizzi ha portato in Consiglio la prima delibera, per uno studentato, misurata con la valutazione di impatto generazionale dello Youth Check. Una piccola rivoluzione di pensiero, siamo stati i primi in Europa ad applicarla».
Il primo che adotterà nel 2025.
«Lavoreremo da subito a garantire il servizio h24 della Polizia locale. Le numerose assunzioni che abbiamo fatto ce lo consentono e so che sarà un provvedimento gradito alla città e alle forze dell’ordine con cui collaboriamo in maniera eccellente».
Appena eletto, ha dichiarato che uno dei suoi obiettivi era trovare una soluzione per l’ex scalo merci. A che punto siamo? Ci anticipa qualcosa del progetto?
«L’ho dichiarato perché è una ferita aperta che è ora di chiudere. Sono tante le ferite lasciate aperte dal passato recente di Parma che questa amministrazione chiuderà e sullo scalo merci ci sono 4 milioni sul 2025 per riqualificare la parte pubblica di questa enorme area che, com’è noto, è molto più piccola della parte privata. Tuttavia, operando sugli edifici oggi abbandonati e sulla parte più vicina alla Casa della salute, potremo agire proprio sul punto più delicato e mal frequentato. Gli spazi pubblici che rigenereremo avranno vocazioni polifunzionali, con servizi comunali e attività che consentiranno di spaziare dal sociale al culturale anche in dialogo con il nuovo WoPa, ma sarà molto importante il confronto con chi dovrà sviluppare la restante parte. Abbiamo già visto alcuni progetti con la Giunta e pensiamo si possa trovare un’armonia di funzioni, tra parte pubblica e privata, adatta a quello spazio, che dovrà anche garantire permeabilità tra il San Leonardo e il centro, con percorsi pedonali e ciclabili».
Qual è il primo cantiere che chiuderà? L’opposizione accusa la giunta di riproporre ogni anno, nel bilancio di previsione, le stesse opere indicate e promesse ai parmigiani l’anno precedente.
«Il primo cantiere in assoluto a chiudere nel 2025 sarà la scuola dell’infanzia di Fognano, a fine gennaio. Il primo Pnrr a terminare nel 2025 sarà invece l’ex Municipio di San Lazzaro. Rispetto a quanto sostiene la minoranza, credo bastino la puntuale risposta e l’elenco che l’assessore De Vanna ha fornito nell’ultimo Consiglio comunale. Noi siamo l’Amministrazione che deve gestire l’ordinario e il Pnrr, non credo capiterà ad altri: non si faccia finta di non saperlo e si faccia piuttosto lo sforzo di comprendere che cosa significa in termini di atti, delibere e lavori sul campo».
Cos’ha in mente per Parma capitale dei giovani?
«Che Parma riscopra la bellezza del pensiero giovane e lo veda incidere in concreto nelle scelte della città. È un pensiero spesso difficile, severo, impietoso a tratti nei confronti di noi adulti, ma vivo e trasformativo. Abbiamo dato a giovani veri (tra i 16 e i 25 anni) la responsabilità di progettare il dossier di Parma, che è pubblico e online. Noi, con Beatrice Aimi in testa, eravamo lì accanto. Il risultato raggiunto è storico. Ora non retrocediamo di un millimetro. Il nostro è un Paese il cui modo di pensare e guardare al futuro si sintonizza su una età che sta tra i 50 e i 70 anni e la nostra città non fa eccezione. Sarebbe bello che Parma la dimezzasse attraverso le idee e i progetti che trovate nel dossier. Consiglio a tutti di leggerlo e di salire su un treno europeo che non passerà più».
A che punto siamo per il nuovo Tardini?
«Nei primi mesi del 2025 potremo avere la delibera dello stadio. Ora che il Parma ha risposto a tutte le osservazioni è possibile lavorare al testo».
È possibile stilare un ruolino di marcia, per capire le prossime tappe, quando potrà aprire il cantiere e quando il Parma giocherà nel nuovo impianto?
«Dipende dalla scelta che si prenderà su dove far giocare la squadra durante i lavori, se si andrà verso l’opzione dello stadio temporaneo in provincia e quindi verso la possibilità di una soluzione unica di cantiere, oppure se si deciderà per un cantiere a stralci tenendo il Parma sempre al Tardini, come sta avvenendo ora a Firenze. Sono valutazioni che ovviamente spettano alla società».
Che informazioni ha sull’ipotesi stadio temporaneo?
«Si tratta di una possibilità da tempo sul tavolo, di cui anche il Parma calcio ha molto parlato e sappiamo che ci sono alcuni Comuni e alcuni sindaci pronti a dare una mano in questo senso. Rimane un tema mobilità, dal momento che il Parma sposta diverse migliaia di tifosi e spettatori e occorre valutare questo impatto rispetto alle strade che condurrebbero allo stadio temporaneo in provincia».
Altro tema “caldo”: la piscina di via Zarotto. È in grado di indicare una data?
«È fuori un avviso che intende valutare l’interesse del mercato su questa struttura, costruito in maniera da tutelare le esigenze delle società sportive del territorio. A seguito delle indagini accurate che sono state fatte, si è visto che fare lavori di “tamponatura” delle varie fragilità sarebbe stato molto dispendioso e non risolutivo e pertanto occorre demolire e ricostruire l’impianto. Una volta scaduto il bando potremo essere più precisi sui tempi».
In centro si vedono sempre più saracinesche abbassate: ha qualche idea per risolvere il problema?
«Se parliamo del centro ne abbiamo viste anche diverse rialzate, per quanto si tratti sempre più spesso di catene, seppur con qualche splendida eccezione. Il fenomeno è nazionale ed è un fenomeno che ci parla prima di tutto di una concorrenza sfrenata dell’e-commerce. Che si tratti di libri, prodotti di bellezza, abiti o calzature, oggi le vendite online volano. È qualcosa che peraltro riguarda ognuno di noi e deve portarci a fare un piccolo esame di coscienza: posso comprare questo oggetto in un negozio della città? Se sì, proviamo a farlo. Poi c’è il potere d’acquisto dei cittadini, che per molte fasce sociali si indebolisce; accanto ad esso si notano scelte merceologiche particolari, per cui gli esercizi di somministrazione vivono meno la crisi di altri esercizi perché oggi si preferisce rinunciare ad un abito piuttosto che a un certo numero di aperitivi e questo è un dato di fatto. Infine, serve favorire l’esperienza del commercio, creando le condizioni giuste in centro, certo, ma non solo. Fare in modo che gli esercizi commerciali siano spazi di socialità in cui si trova qualcosa di più del prodotto che cerchiamo. Per questo abbiamo unito il commercio alla pianificazione, perché riteniamo che sia in quell’ambito che la pubblica amministrazione può aiutare di più, oltre che con i bandi e le erogazioni che pure continuiamo a fare. Entro la primavera del 2025 avremo pronto anche il nuovo arredo urbano per il centro, su cui si sta lavorando in questi mesi».
Si vedono anche – non solo in centro – strade sporche, oltre che montagne di sacchetti di rifiuti. Degrado e incuria sono le “parole chiave” che ricorrono più spesso: nelle accuse dell’opposizione, ma anche nelle lamentele dei parmigiani.
«Sulle strade non sono d’accordo. Le strade di Parma, nel loro complesso (parliamo di oltre mille chilometri), non sono sporche, i passaggi di lavaggio sono stati implementati dalla nostra amministrazione e presto molta attenzione allo stato delle carreggiate più grandi e dei piccoli borghi. Diverso è il tema rifiuti, che merita una riflessione più elaborata. Il rifiuto lo creiamo noi, lo gestiamo noi e lo esponiamo noi, secondo modalità che ormai i cittadini hanno perfettamente appreso e che tengono Parma tra i primi posti in Italia per percentuale di differenziata, ottima cosa peraltro. Se il rifiuto viene esposto in modo sbagliato, se viene abbandonato accanto a un cestino, in un borgo, o lungo la tangenziale, se lo si butta per terra o lo si nasconde in un angolo poco frequentato si entra nella sfera dell’inciviltà e purtroppo c’è anche da noi. A quel punto ci tocca giocare di rincorsa, con fototrappole, sanzioni e misure di controllo che Iren mette in campo e che di recente sono state prese ad esempio da uno dei maggiori quotidiani europei. Io mi arrabbio moltissimo – vorrei usare un’altra parola – quando chi deve raccogliere manca un passaggio e mi faccio subito sentire – dovreste vedere alcune chat a tema rifiuti... –, ma so che oggi il sistema nel suo complesso – tra porta a porta, ecostation, ecoisole e punti di raccolta – funzionerebbe alla perfezione se ci fosse più senso civico. Parma non è una discarica a cielo aperto come troppo spesso sento dire e me lo confermano i tanti colleghi che ricevo in città e molte email di turisti che conservo in un’apposita cartella. Ma dobbiamo volere tutti più bene alla nostra città, se ognuno di noi facesse semplicemente il suo dovere avremmo una città più pulita. Ciò detto, noi non smetteremo di incalzare gli operatori addetti alla raccolta e di prendere molto sul serio il problema dei rifiuti».
Qual è la sua opinione sulla sicurezza? Recentemente, anche il prefetto ha detto che il problema più urgente è rappresentato dalle baby gang.
«Sono assolutamente in linea con quanto ha detto il prefetto Garufi nella tradizionale cerimonia di auguri natalizi. Parma vive un problema di microcriminalità che non dobbiamo sottovalutare e che ci impegna tutti ogni giorno. In questi ultimi tempi è una microcriminalità che vede in prima linea ragazze e ragazzi spesso minorenni. Sono tutti noti, tutti fermati e, in alcuni casi, quando la legge e il reato lo consentono, arrestati. Non sempre si ha lo strumento giuridico per poter fare ciò che legittimamente i cittadini chiedono. La cosa più importante è lavorare in squadra come sta avvenendo. Prenda il caso della Ghiaia. Il Comune ha provveduto a rafforzare l’illuminazione e abbiamo garantito, con tutte le forze dell’ordine, una presenza potenziata che ha dato risultati, così come li ha dati in piazza della Pace o in stazione, altre aree considerate delicate. Il prefetto ha fatto notare il decremento dei reati in città, dicendo che i dati del 2024 sono migliori di quelli del 2023, e ha invitato, trovandomi d’accordo, a non spingere in maniera esasperata sulla città fuori controllo e preda della criminalità, perché non è così ed è una china rischiosa. Lo dico senza sottovalutare minimamente il problema, che tutti i giorni, dalle prime ore del mattino fino a sera, è al vaglio nostro e delle forze dell’ordine. Ma mi lasci dire un’ultima cosa. Se tutte – dico tutte – le città italiane oggi lamentano come primo problema la sicurezza – basta venire ad una assemblea dell’Anci per rendersene conto –, sarà bene che il Governo si faccia sentire. Perché sono più di due anni che è in carica, fa della sicurezza una delle sue prime bandiere e la situazione non sta migliorando. Troppo facile e soprattutto sbagliato pensare che la sicurezza nelle città sia in capo ai sindaci, bisogna che il ministero dell’Interno batta un colpo, prima che sia tardi. Sono stanchi anche i sindaci, glielo assicuro».
Ha annunciato che Parma parteciperà a un bando nazionale con un progetto molto innovativo e ambizioso di trasporto urbano. In cosa consiste?
«Vogliamo partecipare con un progetto di Trasporto rapido di massa che garantisca sull’asse Nord-Sud della città – stazione-Campus per intenderci – una efficienza di trasporto pubblico con nuovi mezzi non inquinanti che abbiano una frequenza di 5 minuti su apposita corsia riservata. È stato fatto uno studio meticoloso e preziosissimo sui dati di traffico urbano, che oggi ci permette di radiografare la città e capire al millimetro com’è possibile rendere più fluida la mobilità e nel contempo più efficace e conveniente muoversi su un mezzo pubblico rapido, di fatto sempre presente e di ultima generazione. Lo studio, che presenteremo presto, non ha impatti problematici sull’attuale assetto della viabilità cittadina, ma offre una soluzione estremamente migliorativa per la vita di Parma».
Parliamo della “nuova” Regione. Soddisfatto della giunta de Pascale?
«Assolutamente. Penso che sia una squadra capace, con un capitano di altissimo livello e che vuole imprimere un segno nuovo ad una Regione tra le prime in Italia, ma con più di una sfida urgente da affrontare».
Che ruolo ha avuto nella nomina di Massimo Fabi? Molti sono convinti che l’abbia fortemente caldeggiata lei, se non addirittura imposta.
«Se fossi in grado di imporre l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna potrei addirittura spaventarmi del mio potere... Non scherziamo. Fabi è una scelta, ottima, di de Pascale, che mantiene subito una delle promesse fatte al nostro territorio e cioè che Parma avrebbe avuto una delega importante. Alla fine è arrivata la delega numero uno, quella che non avremmo mai nemmeno pensato di poter chiedere e che rappresenta il primo punto del programma di mandato del presidente. Una delega che ha a che fare con alcuni dei temi socio-sanitari su cui con più forza il nostro territorio chiede l’attenzione che merita».
Come l’hanno presa la Lori e Massari? Li ha sentiti, dopo il varo della giunta e la loro esclusione?
«Certo che li ho sentiti. Barbara Lori e Andrea Massari sono due figure politiche di primo piano per Parma, due figure che hanno dato una prova notevole raccogliendo un numero di preferenze tra i più alti in assoluto in Regione, se lo parametriamo al numero di abitanti. Avrebbero certamente potuto, l’una o l’altro, fare parte della Giunta, ma saranno in Consiglio e avranno ruoli che consentiranno loro di incidere sul governo della prossima legislatura, insieme ovviamente a Matteo Daffadà e in supporto anche a Fabi. Il senso del bene territoriale è forte ed è la leva che muove il lavoro di tutti».
E il Pd di Parma come l’ha presa? Teme qualche “tentennamento” della sua maggioranza?
«Vedo un Pd solido, come hanno dimostrato i risultati, e non temo alcun tentennamento, anzi. Abbiamo, a tutti i livelli – cittadino, provinciale, regionale – il compito di governare bene e lo stiamo facendo in modo sempre coeso con le forze di coalizione».
Soddisfatto della sua “squadra”, o ha in mente qualche “sostituzione”?
«Ciclicamente questa domanda ritorna e io resto soddisfatto. Più passano i mesi e più cresciamo come squadra».
Si avvicina il Sant’Ilario: ci anticipa il nome di un premiato?
«Sarei il primo sindaco nella storia a farlo e poi sono ancora aperte le candidature dalla città. Portate ancora un po’ di pazienza, ormai mancano solo un paio di settimane...».
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