IL PERSONAGGIO
Sabato, l’ultimo giorno di lavoro di 36 anni trascorsi in via Trento, il taglio e la messa in piega sono stati per le clienti storiche: quelle con cui le chiacchiere scambiate la prima volta sono diventate nel tempo confidenze, aggiornamenti, scambi “di famiglia”.
Domenica con loro e molte di più ha condiviso gioia e commozione nel piccolo rinfresco organizzato per congedarsi da quella che è stata la sua seconda casa: “Parrucchiera Rossana” c’è scritto sull’insegna.
E se in fondo il lunedì - ieri – aveva ancora il sapore abituale della chiusura settimanale, da oggi, martedì, «è tutto un mondo nuovo, da riscoprire giorno per giorno», confida Rossana Conti, 57 anni «e 43 di servizio».
In via Trento è arrivata il 2 novembre 1988, dando continuità all'attività di un altro parrucchiere storico e realizzando a 22 anni il sogno che aveva sempre coltivato. «Mi è sempre piaciuto questo mestiere e ho studiato tanto per farlo - racconta - : tra corsi, scuole e apprendistato, in 8 anni sono diventata maestra d’arte, iniziando a insegnare a nuove allieve e allievi». Ha proseguito a dare lezioni di cura a tutto tondo dei capelli fino al 1995 ma tanto cuore era lì, nel negozio e lì alla fine si è concentrata.
«Le clienti sono state benevoli da subito: alcune sono fedeli sin dal primo giorno. C'è chi era una ragazza come me, e siamo cresciute insieme, e chi è arrivata già con una certa età e ora me le ritrovo ultranovantenni», sorride.
Tante sono figlie come lei del San Leonardo, altre sono state adottate dal quartiere, altre ancora richiamate dal passaparola.
«Io l'ho vissuta davvero come una famiglia - sorride Rossana Conti -: chi entrava in negozio veniva accolta e coccolata, c'era sempre uno scambio di parole. Per 36 anni ho avuto tutte le “mie” donne vicino: loro hanno supportato me, io ho supportato loro. E sono state davvero il mio supporto principale».
Anche perché in questi lunghi anni ha quasi sempre lavorato da sola, senza “spalle”, con la memoria di ogni capello sotto le dita, i desideri di cambiamento per una o tante volte da esaudire.
Un negozio di vicinanza ancor più che di vicinato, «di rapporti lunghi e armonia» lo definisce lei. Tanto che a “spifferare” alla Gazzetta della chiusura della storica attività è stata una di loro, che non voleva veder abbassata per sempre la saracinesca senza renderle un piccolo omaggio. «Lo so, lo so: è una di quelle che mi hanno preso che ero piccola e mi ha seguito e mi ha voluto bene. Ecco: queste persone mi restano nel cuore. Anche ora che la scelta, seppur non facile, è stata fatta...».
In questi anni ha visto i cambiamenti del quartiere e della sua gente, ha avuto a che fare con le regole imposte dalla pandemia e poi c'è «quella Vigilia di Natale del 2019 quando una macchina coinvolta in un incidente mi è letteralmente entrata in negozio», racconta, con il marito alle spalle che ripercorre insieme a lei e suggerisce i pezzi mancanti. «E tra alti e bassi, gioie e dolori si è andate avanti nell’attività - sono le parole della ormai ex parrucchiera -. Sono arrivati i 43 anni e sono contenta di poter chiudere in bellezza e facendo una scelta di riposo. Insomma: a 57 anni mi godrò la pensione».
Pensione: parola-traguardo ma ancora da declinare nella quotidianità.
«In realtà non ho ancora pensato a cosa sarà adesso: per il momento sono nelle nuvole, non mi sono ancora resa conto del cambiamento. In queste ore sono impegnata nella burocrazia della chiusura, nell'organizzazione del Capodanno. Però vediamo nei prossimi giorni cosa succederà...». Una nuova “piega” a due, con il marito che è già in pensione «e così ora possiamo goderci bene i prossimi anni insieme».
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