Rugby
Zebre, l'unica manifestazione d'interesse arriva dalla nostra città, dove la franchigia potrebbe restare scongiurando le ipotesi di trasloco. «Le Zebre rimarranno a Parma? Noi abbiamo fatto la nostra parte mettendo davanti a tutto il territorio. Ora aspettiamo». A parlare è Iacopo Tadonio, presidente del Cus Parma, il Centro universitario sportivo capofila della cordata che ieri, giorno in scadevano i termini, ha presentato alla Federazione italiana rugby la manifestazione d'interesse per Zebre Rugby Srl.
Una sola proposta
Come ha fatto sapere la Fir in un comunicato, «alla scadenza dei termini risulta pervenuta una proposta (quella di Parma, ndr), che sarà oggetto di accurata analisi da parte dell’organo di governo del rugby italiano in vista del Consiglio federale del 7 febbraio a Roma». Quindi, niente Zebre a Padova come invece si vociferava da un po', mentre ora recupera terreno l'ipotesi che la franchigia resti dov'è. E cioè alla Cittadella del Rugby, impianto a più riprese definito strategico per il progetto delle Zebre del prossimo futuro.
«La manifestazione d'interesse - riprende Tadonio - richiedeva un progetto gestionale-organizzativo, sportivo ed economico-finanziario. Da parte nostra abbiamo dimostrato che il territorio si coagula e si unisce quando bisogna promuovere il sistema Parma». Oltre al Cus, che ha presentato la manifestazione d'interesse, «c'è la Rugby Parma, che ha dato un grande contributo alla realizzazione del progetto, mentre con le altre società la discussione è aperta, ma la nostra idea è quella di aprire le porte a tutte le realtà del nostro territorio, non solo della provincia di Parma ma anche di quelle, non propriamente parmensi, vicine a noi come Viadana. Poi ci sono gli sponsor, un gruppo di partner economici che costituisce un bacino di partenza che può essere allargato». Tadonio elenca anche altri particolari che hanno convinto la polisportiva che lui presiede a partecipare: «Noi, come Cus, abbiamo una lunga esperienza di gestione dell'impiantistica sportiva. Crediamo in questo progetto e crediamo rappresenti una valida alternativa».
Cittadella del Rugby
Strategica, per il numero uno cussino, deve essere la Cittadella del Rugby di Moletolo che «deve avere un ruolo polifunzionale anche per migliorare la sostenibilità e i costi della stessa struttura. Da questo punto di vista la riteniamo sottoutilizzata dal momento che è un impianto di eccellenza che può avere uno sviluppo ancora più grande di quello a cui è stata destinata finora. Si tratta di una realtà che potrebbe funzionare almeno undici mesi all'anno. Ovviamente quello rugbistico deve essere il focus principale, ma può servire a tanto altro. E in questo caso il Comune di Parma, che è proprietario, deve essere coinvolto così come la Regione».
Su questo insiste anche Egidio Amoretti, sponsor e coordinatore degli investitori, che sarebbero già una quindicina. «Valorizzazione la Cittadella del Rugby con la gestione di chi ha l'esperienza per farlo al meglio - elenca i punti principali del progetto -, uno stretto legame con le società del territorio e lo sviluppo di una politica rugbistica che abbia il suo fulcro nei giovani e nella loro crescita».
I prossimi passi
La Fir si è comunque tenuta la «mani libere» e non è escluso che possa tenersi le Zebre, che però continuerebbero a giocare a Parma. In questo caso, però, aggiunge Amoretti, «noi resteremmo in campo come partner, perché amiamo il rugby e vogliamo esserci, anche selezionando una figura del nostro territorio che faccia da collante tra tutte le realtà interessate. L'importante, però, sarebbe avere un piano quinquennale per non cambiare da un anno all'altro. Come si fa nelle aziende». La palla, in questo caso ovale, spiegano, «ora è nelle mani della Federazione e noi attendiamo una risposta».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata