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Residenti esasperati: «Largo Giandebiaggi? Desolante bivacco»

Residenti esasperati: «Largo Giandebiaggi? Desolante bivacco»

06 Febbraio 2025, 03:01

Non è da ieri che quei capannelli di stranieri, specie dal tardo pomeriggio in avanti, preoccupano i residenti e i commercianti del primo tratto di via della Costituente. «Ma adesso la misura è colma» spiega uno di loro. In pratica la situazione va avanti «da quando in largo Giandebiaggi sono state sistemate le panchine che avrebbero dovuto essere un luogo di ritrovo per gli abitanti del quartiere».

Invece, sono diventate sì un ritrovo ma per extracomunitari di origine africana che ogni giorno, continua un residente, «lì si ritrovano a decine, schiamazzano, bevono e litigano. E, soprattutto, spacciano». Pusher stranieri, ma clienti italiani. In queste ore da un gruppo di cittadini è partita anche una lettera indirizzata, con tanto di foto e video realizzati per sicurezza da balconi e finestre, al sindaco Michele Guerra per denunciare che nella strada imperversano «spacciatori e e personaggi intenti a fumare crack o addirittura a masturbarsi». Si fa anche notare che il largo in questione, che fu dotato di panchine dopo l'intitolazione avvenuta nell'aprile del 2022, si trova tra tre strutture - la casa di quartiere Villa Ester, la scuola d'infanzia Mongolfiera e il liceo Marconi - che sono luoghi deputati all'educazione e alla socialità. Si chiedono, in proposito, «più controlli e più pulizia».

Il grido d'allarme della lettera è condiviso anche in alcuni luoghi molto frequentati che si trovano all'inizio della via, in questo pezzo di Oltretorrente.

Basta, infatti, entrare nell'accogliente Vision's Café, all'angolo con borgo Sorgo, e accennare alla piazzetta poco lontana per venire a sapere di un numero elevatissimo di episodi a cui gli abitanti della zona hanno assistito. C'è chi racconta, infatti, che «qualche mese fa, intorno alle 7 del mattino, davanti all'ingresso del bar c'era uno straniero che dormiva avvolto in un tappetino del locale». Oppure che in un'altra occasione nel largo in questione «si è scatenata una mega rissa a cui hanno partecipato anche delle donne». Ma c'è chi spiega, strappando anche qualche seppur tirato sorriso, che «una sera un nutrito gruppo di stranieri ha organizzato anche una grigliata, tra fiumi di birra e schiamazzi vari. E quando sono arrivate le pattuglie della polizia locale, invece di abbassare il volume di musica e grida, si sono messi a insultare gli agenti».

«Fortunatamente - continua il racconto - nel bar non entrano, preferiscono comprare la birra nei market etnici che ci sono nella zona. Meglio così. Però, chi passa non si sente troppo sicuro».

Basta fare un solo passo e, all'interno del supermercato Carrefour Express, tra il bar e le Poste, un punto vendita molto frequentato dagli abitanti del quartiere, la musica non cambia.

«Il marciapiede qui davanti - è un commento - è diventato in questi ultimi anni una pista da monopattini. Sopra ci sono quasi sempre loro e sfrecciano noncuranti dei passanti o di chi esce dai negozi o da scuola». Monopattini che si possono notare poi parcheggiati in largo Giandebiaggi, a fianco delle panchine. Inoltre, mostrano come, oltre ad abbandonare bottiglie vuote e rifiuti di ogni tipo, di fronte agli esercizi commerciali, ma anche davanti a un condominio, «queste persone facciano quotidianamente i loro bisogni, costringendo i residenti a pulire a loro spese». Si diceva dello spaccio a cielo aperto.

«Non passa giorno, nella via - è un'altra voce - che qualcuno ti offra droga». Inoltre, parcheggiare nelle vicinanze è davvero sconsigliato, come racconta un uomo che, intorno alle 20, ha fatto l'errore di andare a recuperare la sua auto mentre c'era una «festa» in corso.

«Mi sono trovato circondato da una trentina di persone tutte molto alterate - spiega -. Non è successo niente, ma quei secondi tra il salire, mettere in moto e sgommare mi sono sembrati interminabili». Infine, c'è chi fa una fosca previsione, ricordando che «non è l'inverno il periodo più problematico. Vedrete con i primi caldi».

Michele Ceparano

© Riproduzione riservata

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