Borgotaro
Borgotaro Il borgotarese Sandro Dellapina ha voluto testimoniare la sua esperienza con la sanità pubblica parmense. Pubblichiamo ampi stralci della lettera che ha inviato alla Gazzetta di Parma.
«Quando pensi che non esiste più speranza ma trovi ancora persone che amano il loro lavoro e soprattutto i loro pazienti. Come due medici dell’urologia di Parma, dell’ospedale Maggiore, che mi hanno salvato la vita. Dopo tante consultazioni e sinceramente aver perso ogni speranza, come due angeli i miei medici, Umberto Vittorio Maestroni e Francesco Dinale, il 18 giugno 2024 con la loro equipe, con un intervento complesso, hanno compiuto il miracolo».
«Il mio percorso iniziò nel 2023 - continua Dellapina - , con svariati episodi di ematuria, (abbondante sangue nelle urine), l’addome gonfio, senso di stanchezza e malessere. Quando ci fu un episodio più grave, decisi di fare una visita urologica. Nell’agosto del 2023 mi sottoposi a una biopsia prostatica nell’ospedale del mio paese, risultata negativa, tornai a casa. Nel marzo del 2024 mentre ero al lavoro ebbi un'emorragia e fui ricoverato in ospedale a Borgotaro. Fui trasferito e ricoverato all’ospedale di Vaio, dopo analisi, risonanze e vari esami mi diagnosticarono un tumore. Non avendo equipe, strumenti e medici in grado di operarmi visto la posizione del mio “mostro”, era cresciuto tra prostata, vescica e intestino, difficilissimo da operare».
«A maggio del 2024 fui visitato dal dottor Umberto Vittorio Maestroni, capo reparto dell’urologia dell’ospedale Maggiore di Parmache mi disse che mi avrebbe operato senza darmi false speranze. Dopo poche ore mi aveva già contattato la caposala Raffaella, che ringrazio ancora tanto. Il dottor Maestroni mi disse che mi avrebbero operato spiegando nei dettagli tutte le eventuali complicanze. Dopo il nostro colloquio informativo, usci dall’ufficio, mi aveva accompagnato mia moglie, non volevo farla preoccupare ma non mi sentivo per niente bene, mi fermai un attimo nel bagno dell’ospedale, ebbi un altro episodio di emorragia, non le dissi nulla, ma lei lo aveva già capito, mi incoraggiò di tornare dal medico e di raccontargli l’accaduto ma io non volevo, allora mi portò a casa». «Lo vedeva che stavo malissimo, mi disse che dovevo andare in ospedale così mi decisi e alle 21 mi feci portare al pronto soccorso di Parma, mi controllarono, spiegai che dovevo essere operato in Urologia dal dottor Maestroni, senza nessuna esitazione mi mandarono subito con urgenza in reparto dove venni ricoverato, il 12 giugno 2024 alle 1.30 di notte. L’equipe medica si riunì e decisero di operarmi d’urgenza il 18 giugno. Posso affermare senza alcun dubbio di non aver trovato un reparto di ospedale, ma una famiglia, mi hanno accolto, ascoltato, rassicurato ma soprattutto curato, notavano ogni tipo di esigenza, tutti gli infermieri/e, la caposala Raffaella e i medici hanno curato il corpo senza intaccare lo stato psicologico e questa per un paziente è una delle cure migliori. La mattina del 18 mi vennero a prendere, ero molto agitato, sapevo che avrebbero dovuto affrontare un’intervento complesso, ogni idea sfiorava la mia mente, ma quel “mostro” doveva uscire dal mio corpo, non faceva parte di me. Mi portarono in sala operatoria, ho dei ricordi frammentati, ero già sedato, il modo o il tempo impiegato, mi ricordo solo di essermi ripreso in rianimazione, dove sono stato fino alla mattina seguente».
«Ci erano riusciti, il “mostro” era sparito, mi hanno salvato tutti gli organi, la convalescenza è stata lunga, mi hanno dimesso il 29 giugno. Ringrazio di cuore il dottor Maestroni, il dott Dinale, l’equipe medica e tutto il personale del reparto di Urologia, Rianimazione dell’Ospedale Maggiore di Parma».
r.c.
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