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Daniela Martinelli, mamma e sportiva: una vita per il basket, aveva 62 anni

Daniela Martinelli, mamma e sportiva: una vita per il basket

11 Marzo 2025, 03:01

Si è spenta a 62 anni nell'hospice Piccole Figlie (la stessa casa di cura dove era nata), dopo una malattia che le era stata diagnosticata quattro anni fa, Daniela Martinelli, una vita nelle Poste Italiane, dove aveva lavorato in vari sportelli della città e della provincia prima di diventare direttrice delle Poste di Fidenza. Il suo ultimo impegno lavorativo lasciato per curare la malattia.

Oltre che per il suo lavoro, e per il carattere aperto ed estroverso, Daniela era conosciuta come giocatrice di basket. Una passione che gli aveva trasmesso il papà Gianni, dirigente di una squadra, e che lei aveva trasmesso alla figlia.

Daniela aveva iniziato a giocare giovanissima a scuola e poi nelle file dell’Audace. Una carriera cestistica, seppur durata, con alcune interruzioni, per 32 anni. La sua ultima partita, in un Vico contro Puianello, è del 2012.

Tra i suoi primi allenatori c’è stato Roberto De Togni, storico presidente dell’Audace. «Ho avuto Daniela come giocatrice da piccolina, prima alle medie e poi alle superiori. Un'atleta brava, entusiasta, molto disponibile e allegra».

Con l'Audace Martinelli ottenne la promozione in serie C. Con lei c’è Alessandra Vettori: «Eravamo dello stesso anno e nate entrambe a novembre. Avevamo lo stesso ruolo di “ali tiratrici” e spesso l’allenatore ci alternava, oppure giocavamo una a destra e l’altra a sinistra. Avendo più o meno la stessa struttura fisica e lo stesso colore di capelli con la coda, qualcuno ci confondeva o ci prendeva per sorelle».

Nel 1980 Daniela approda alla Virtus con Renata Parenti. «Daniela ha lottato contro la malattia così come lottava in campo. Aveva un buon tiro da fuori ma anche in difesa si dava da fare, disponibile per qualsiasi cosa». Con la Virtus allenata da Foglia centra nel 1984 la promozione in serie B. In serie C, nel 1985-86, vive la sua stagione migliore, segnando 526 punti a una media di oltre 25 a partita. Punti che non bastano però ad evitare la retrocessione in Promozione riscattata l’anno dopo dal ritorno in serie C con Vittorio Gabbi come allenatore: «Era molto positiva all’interno del gruppo squadra, tanto da avere un gran feeling con tutte le compagne. Non l’ho mai vista triste o preoccupata e come giocatrice era una buona tiratrice, più offensiva che difensiva».

Talmente innamorata del basket, Daniela, che continuò a giocare anche nei primi mesi di gravidanza. E quando Laura (oggi biotecnologa alla Chiesi) nacque, se la portava nella culla alle partite.

Martinelli torna a giocare nel 1992, chiamata da Gabbi nell’Audace che in due anni passa dalla Promozione alla serie B. Così la ricorda Emanuela Zolesi: «La “Marty” era una leonessa con un cuore grande e l’aspetto di una giovane gazzella». A lei si deve il nome di uno schema di contropiede, «Martivai».

Al basket Martinelli si riavvicina poi nel 2004 per mantenersi in forma e per giocare, per quattro stagioni, al fianco della figlia Laura, prima nella Libertas e poi nel Vico. Una curiosità che valse a mamma e figlia un articolo proprio sulla Gazzetta. «Mamma ha sempre affrontato la vita con il sorriso, anche negli ultimi tempi della malattia. Diceva “noi ridiamo anche nella sfiga”», dice oggi la figlia. «Una donna coraggiosa e sempre positiva», la ricorda il compagno Valentino Testi.

Oltre alla passione per il basket, Daniela amava la montagna, le camminate, la bici (era anche un'appassionata cercatrice di funghi) e gli animali: a farle compagnia negli ultimi anni l'amato golden retriever Neve.

Daniela lascia, oltre a Laura e Valentino, la mamma Francesca, il papà Gianni, i fratelli Enrico e Carlo. Il funerale si tiene oggi alle 14.30 partendo dalle Sale del Commiato delle Piccole Figlie per la chiesa parrocchiale San Pellegrino e poi al Crematorio di Valera. r.c.

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