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Aggressioni in ospedale, è emergenza: oltre 75 casi al Maggiore nel 2024

Aggressioni in ospedale, è emergenza: oltre 75 casi al Maggiore nel 2024

11 Marzo 2025, 03:01

Ricordate i giorni tragici del Covid? L'Italia era travolta dalla paura e gli unici che restavano in prima linea a lottare, nonostante tutto, erano gli operatori sanitari. Donne e uomini stremati e intabarrati nelle tute per provare ad arginare il virus, tanto che di loro si parlava come di «eroi», come degli «angeli col camice». Poi, tutto è cambiato; il virus ora, per fortuna, non fa più paura e gli angeli hanno perso le ali. Non per colpa loro però: gli sono state spesso strappate da pazienti maleducati, violenti, rabbiosi e da familiari pieni di un rancore inspiegabile. Ma che spaventa.

«Nel 2024 le violenze negli ospedali sono aumentate dell’11,7% in Emilia Romagna, soprattutto quelle di tipo verbale (+12,5%), mentre sono diminuite quelle più gravi di tipo fisico». A rivelarlo è un report della Regione presentato nella occasione della «Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari». Il fatto stesso che si sia deciso di istituire una simile giornata di mobilitazione e sensibilizzazione indica, se ce ne fosse bisogno, che l'emergenza c'è. E non si può trascurare.

I numeri, d'altra parte sono eclatanti: nel territorio regionale i casi segnalati sono stati 2.682 e ad essere colpite maggiormente, altro dettaglio che lascia sgomenti, sono le donne (parliamo di oltre il 70% dei casi ) e la categoria degli infermieri (57,9%) mentre i medici sono oltre il 13%. Ad aggredire, soprattutto, sono gli stessi utenti e pazienti e il 32,4% degli episodi si verifica nei reparti di degenza oltre ai pronto soccorso e agli altri servizi di emergenza territoriale.

Insomma, la situazione è seria, non accenna a migliorare e servono correttivi in tempi brevi.

Ecco perché nella occasione della «Giornata» è stata presentata una campagna di sensibilizzazione  lanciata dalla  Regione mentre si sono confermate le misure di prevenzione e tutela: si parla di piani di formazione e sensibilizzazione del personale sanitario ma anche di interventi operativi con sistemi di videosorveglianza ed illuminazione, pulsanti di allarme e vetri anti-sfondamento e collaborazione con le forze dell’ordine.

«Le aggressioni, sia verbali sia fisiche, al personale sanitario e socio-sanitario rappresentano un fenomeno paradossale e incomprensibile, eppure assai frequente - ha spiegato l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi in un incontro. - Parliamo di un problema gravissimo, che mina la serenità di chi ogni giorno si prende cura della nostra salute e l’efficacia del nostro sistema sanitario. L'introduzione, lo scorso anno, della piattaforma regionale SegnalER come sistema di monitoraggio per le aggressioni, che consente agli operatori di segnalare in modo sicuro e immediato gli episodi di violenza, ha avuto un ruolo fondamentale nel rendere questo fenomeno più visibile e nel permetterne una rilevazione più precisa».

Ma i numeri restano sempre troppo alti. Anche a Parma.

Negli spazi della nostra azienda Ospedaliera - che ha fornito i dati - gli episodi di violenza sono stati 77, in aumento di sette unità rispetto all'anno precedente ma, per fortuna, in deciso calo, rispetto all'anno orribile 2022 in cui sono stati registrati ben 105 casi. Di questi, per fortuna, la gran parte sono stati episodi di tipo verbale ma questo non deve essere l'occasione per sottovalutare: il limite dalle offesa e dalle grida alle percosse è sempre molto sottile. E in troppi casi la violenza è esplosa in maniera devastante.

Nel 2024 gli episodi di tipo «fisico» sono stati infatti ben diciassette (e di questi sei sono accaduti al Pronto soccorso) mentre nel 2023 erano stati ventuno (di cui dieci al Ps). Particolare la situazione del 2022: gli atti di violenza erano stati ventiquattro e per ben ventun volte l'aggressività si era scatenata nelle sale proverbialmente calde del pronto soccorso.

Per arginare il fenomeno, come detto, si è investito in sicurezza: a Parma, ad esempio, lo scorso 2 dicembre è stato inaugurato il posto di polizia nella sala d'attesa del Pronto soccorso con dotazioni all'avanguardia che vede la presenza di due agenti della polizia di Stato oltre ad una dotazione tecnica dedicata. Non solo: nel caso dell'Ausl di Parma, ad esempio, l'ufficio Legale dell'Azienda ha attivato un servizio di assistenza legale per gli operatori vittima di aggressione. Ma ancora, è evidente, si deve fare di più.

«Ora si dovrà agire su più fronti - ha concluso l'assessore Fabi. - Da una parte rafforzare la sicurezza degli operatori ma nello stesso tempo promuovere una cultura del rispetto: bisogna stipulare una sorta di patto con la cittadinanza».

Luca Pelagatti

© Riproduzione riservata

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