Sostegno all'editoria
«Se chiude un'edicola non c'è solo un impoverimento economico, non cessa solo un'attività commerciale. Ma si perde anche un presidio del territorio, un riferimento culturale e sociale. Ecco perché noi siamo fortemente impegnati per sostenere il comparto. E possiamo dire che, rispetto ad altre zone d'Italia, il nostro territorio vede un lavoro condiviso con la partecipazione della intera filiera. Non è un dettaglio da poco: questo sforzo, per fortuna, ci sta permettendo di ottenere qualche importante risultato».
A sottolinearlo è Antonio Vinci, direttore di Confesercenti Parma, l'associazione di categoria che, al proprio interno, vede la presenza di Fenagi, la Federazione nazionale giornalai e che quindi porta nel proprio Dna il fondamentale ruolo di difesa di chi si occupa, da sempre, della distribuzione di quotidiani e periodici. Un settore, quello della stampa, che, non è una novità, soffre da anni di una forte crisi con le edicole schiacciate da una parte da costi sempre più elevati e dall'altra da introiti in calo. Se il numero dei chioschi, drammaticamente, continua a calare non ci si può stupire: ma piuttosto occorre intervenire.
«Servono infatti azioni concrete che permettano di alleggerire la situazione finanziaria. E in questo senso guardiamo con favore le decisioni prese di recente dal Governo», prosegue Vinci, facendo riferimento a quanto indicato nel prossimo decreto del presidente del Consiglio dei ministri dove sarà inserito un finanziamento di circa 17 milioni destinati a sostenere le edicole sparse sul territorio nazionale. Ci sono zone in cui la crisi è devastante: ma anche la provincia di Parma guarda con ottimismo a questi finanziamenti.
«Una parte dei fondi andrà ai distributori che operano nei comuni sotto i 5mila abitanti, soprattutto nelle aree interne del Paese dove oggi fanno fatica ad arrivare e la distribuzione rischia così di essere economicamente non sostenibile», ha spiegato Alberto Barachini, sottosegretario con delega all’Informazione e all’editoria. - Il resto invece sarà destinato alle attività che nei piccoli centri vendono giornali pur senza essere edicole. L’Italia è il paese degli 8mila comuni e il governo intende dare continuità alle misure messe in campo negli anni precedenti, sostenendo qualunque punto di distribuzione dei quotidiani per incrementare la capillarità e la diffusione dell’informazione».
Un supporto necessario che Vinci, come detto, approva: pur con la consapevolezza che questi fondi, da soli, non possono bastare. «Lo sappiamo e questo spiega perché ci sia qui, nella nostra provincia, una stretta collaborazioni con gli editori e l'amministrazione comunale per sostenere il lavoro delle edicole – aggiunge Vinci, che ricorda come si sia operato per permettere alle edicole di incrementare il fatturato proponendo anche altri prodotti in vendita- - Non solo: c'è stato anche un cambio nelle regole per semplificare i subentri e l'ingresso nel settore di nuovo imprenditori disponibili ad un investimento».
Una strategia locale che viene fatta propria anche a livello nazionale: è sempre il sottosegretario Barachini a sostenerlo, ricordando come oltre al sostegno economico serva di più: «Soprattutto nelle grandi città, parlando con le associazioni degli edicolanti, la spinta è verso la creazione di strumenti nuovi, che si adattino alle abitudini dei tempi che cambiano. Oggi sappiamo che sempre più persone si stanno abituando al delivery, dal cibo all’abbigliamento. Sono profondamente convinto che se questi servizi fossero attivati per la consegna dei quotidiani, parecchi anziani ne beneficerebbero, anche tutti i giorni. Oggi molti si fanno portare la spesa a casa, perché non pensare che possa essere lo stesso anche per giornali e riviste?».
Insomma, per progettare il futuro occorre ripensare il presente: così come si intende fare per i progetti degli hub urbani e nei centri storici: «Pensiamo alle edicole dell'Oltretorrente o a quelle dei borghi – prosegue Vinci -Noi crediamo che abbiamo grandi potenzialità e vogliamo, collaborando con l'amministrazione comunale e non solo, riuscire ad esprimerle. Perché davvero non ci si può rassegnare al fatto che i chioschi siano destinati a chiudere». Le cessazioni sono state molte, è vero. Ma qualche segnale in controtendenza si inizia a notare. Occorre continuare a crederci: per il bene delle edicole, ma soprattutto delle nostre strade.
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