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La polemica

Vignali: «Alcol, deiezioni e commercio, il Comune è incapace di far rispettare i divieti»

Vignali: «Alcol, deiezioni e commercio, il Comune è incapace di far rispettare i divieti»

16 Marzo 2025, 03:01

Le regole, o meglio, le ordinanze per migliorare il decoro della città ci sono, ma nessuno le farebbe rispettare, stando al numero di multe (tre in totale nel corso di un anno) elevate dalla polizia locale contro i trasgressori. Risultato? «Parma è diventata una città sporca anzitutto per lo scarso controllo da parte dell’amministrazione». Pietro Vignali, capogruppo in consiglio comunale della lista Vignali sindaco, va all'attacco di due ordinanze e un regolamento. Nello specifico, se la prende con l'inefficacia dell'ordinanza contro le deiezioni canine, contro quella che vieta l'uso di contenitori di vetro e le lattine e contro il regolamento per il commercio in centro storico.

«Provvedimenti che rispettando lo stile di questa amministrazione - sostiene il capogruppo di opposizione - sono stati prima presentati in pompa magna e poi mai fatti applicare preferendo come sempre privilegiare la forma e non la sostanza».

Cani «maleducati»
Zero multe negli ultimi sei mesi. Vignali parte da questo dato per attaccare l'inutilità dell'ordinanza volta a punire i proprietari che non puliscono le deiezioni dei loro animali domestici quando li portano a spasso per la città. «Fin dall’annuncio avevo stigmatizzato il fatto che l’ordinanza contro le deiezioni degli animali risultava incomprensibile, priva di coerenza e che non avrebbe risolto in modo sostanziale i problemi della città - afferma -. E avevo detto che il primo dubbio concerneva proprio l’efficacia, chiedendo chi l’avrebbe fatta rispettare, dal momento che il presidio del territorio da parte dell’amministrazione è pressoché nullo».

Dopo aver presentato domanda di accesso agli atti, Vignali rivela i risultati della sua indagine. «Apprendo ora dagli uffici del Comune che in 6 mesi risultano comminate, udite udite, ben “zero sanzioni”». Il commento è lapidario: «L’ordinanza conteneva “grida manzoniane” e prescrizioni quasi comiche contro i padroni degli animali».

Secondo Vignali, l'ordinanza contro le deiezioni sarebbe stata inutile, perché le regole per punire i cani «maleducati» c'erano già. Infatti cita il regolamento di Polizia urbana del 2015, quello sulla Tutela degli animali del 2020 e quello sulla Raccolta rifiuti 2023. «Non sarebbe stato meglio farli applicare, anziché produrre un nuovo atto, col rischio che rimanga anche questo lettera morta?».

Bottigliette vietate
Il problema non è il contenitore, in vetro o latta, bensì il contenuto. Cioè l'alcol. Questo sostiene Vignali in merito all'ordinanza contro l'uso di bottigliette e lattine in pubblico. «Ordinanza sbagliata in quanto invece di colpire il contenuto (alcol) cercava di colpire il contenitore. Ordinanza prorogata più volte e anche in questo caso mai fatta applicare, visto che sempre dagli uffici del Comune mi è stato scritto che nell’ultimo anno è stata emanata solo una sanzione».

Negozi sotto i riflettori
Ultimo bersaglio: il regolamento per il commercio. Vignali ricorda che era stato introdotto «dall’ex assessore Casa e che aveva un valore politico rilevante, perché andava a regolamentare  attività economiche rispetto ad altre e cercava di migliorare il decoro e la sicurezza in alcune zone del centro dove ci sono problemi evidenti a tutti».

«La nuova amministrazione - attacca - lo ha completamente ignorato. Prima lo ha tenuto nel cassetto per quasi due anni, poi lo ha depotenziato e poi lo ha tenuto ancora nel cassetto per la seconda volta». Anche in questo caso, Vignali ha chiesto conto del numero di sanzioni ai danni dei trasgressori. «Solo due sanzioni in un anno la dice lunga sul numero di controlli che sono stati fatti, o meglio, che non sono stati fatti. Sono tantissime infatti le attività presenti in centro storico, in particolare in via Garibaldi, Albertelli e Imbriani che presentano un vero e proprio campionario di tutto ciò che il regolamento vieta e che nessuno fa rispettare. È molto grave la mancanza di controlli, in particolare alla luce dei sempre più evidenti fenomeni di degrado e di scarsa sicurezza». Vignali poi ricorda i «300 esercizi chiusi», contesta il nuovo bando a favore del commercio in centro storico, «una goccia nel mare», e infine emette un giudizio durissimo. «L’operato di una giunta non si valuta in base al numero di ordinanze o regolamenti che produce. Si giudica dai risultati. E la condizione di degrado in cui si trova Parma è la dimostrazione del fallimento dell’approccio di questa giunta».

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