Furto
Ancora un furto e ancora in centro. A essere preso di mira è stato l’Angiol d’Or, uno dei ristoranti più noti di Parma. A raccontare il colpo è Giorgio Ferrari, il titolare, ancora scosso: «Sono passati da una bocca di lupo. Una presa d’aria, ma per entrare lì bisogna essere un contorsionista. O davvero molto magri. Io non ci avrei mai creduto se non l’avessi visto coi miei occhi». Il punto d’accesso, nascosto alla vista, è tra vicolo Scutellari e il passaggio pedonale per piazza Duomo.
«Hanno alzato una grata e sono scesi. Forse c’era anche un'auto parcheggiata sopra, a coprire la scena. Sopra il locale abitano delle persone, ma nessuno ha sentito nulla. Forse qualche botta, ma credo niente di diverso da quello che si sente ogni notte. Prima c’erano i ragazzini, quelli del caos in piazza, ora ci sono bande, furti continui alle auto, vetri rotti, gente molesta anche di giorno». Una volta dentro, i ladri si sono mossi in fretta. Sono sbucati in cucina, hanno raggiunto la sala e si sono diretti alla cassa.
«A colpo sicuro – dice Ferrari –: forse l’hanno vista da fuori, attraverso le vetrate». Ma tutto resta nell’incertezza, perché non c’erano telecamere a riprendere la scena. «Le devo ancora installare – ammette –. Ormai è chiaro che servono. È il quarto furto subito in meno di un anno». E l’allarme non è scattato.
Disturbato da un «jammer»? Chissà. «Stamattina ho fatto dei test e andava regolarmente. Ma quando sono entrati i ladri, silenzio assoluto». Il bottino è relativamente contenuto: forse 1000 euro, tra fondo cassa e vino. «Solo bottiglie piene, forse da rivendere. Ma il problema non sono i soldi, sono il disagio e il senso di vulnerabilità». Ma dal suo palcoscenico privilegiato, un locale che affaccia proprio sul cuore della città, Ferrari parla anche di una città cambiata.
«La gente ha paura. I clienti me lo dicono chiaramente: in centro non ci si sente più sicuri. Alcuni non vengono più da soli, altri si fanno accompagnare fin davanti al locale». Anche ieri, dopo il furto a Carlo Belloni in borgo 20 Marzo, si è capito che il problema è serio, diffuso. «Lui aveva la telecamera, ha ripreso tutto ma non è bastato a fermarli. E questo dice molto: queste persone non hanno paura di niente».
Anche la zona, dice Ferrari, è diventata più buia e meno presidiata. «Piazza Duomo è tristemente poco illuminata. In altre città i monumenti vengono valorizzati, qui restano al buio. E nel buio, si sa, i ladri si muovono meglio».
Chiara De Carli
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