Coruzzi racconta l'amica
Chi avrebbe mai scommesso che quella biondina scatenata che ballava, sedicenne che poi avremmo scoperto essere una veneziana, scappata di casa ma non inseguita da nessuno, libera davvero e scatenata al Piper di Roma, nella metà degli anni' 60, avrebbe avuto una carriera lunga 60 anni (per ora) e nessuna intenzione di smettere, tant'è che questo compleanno lo festeggia con una canzone - «Ho provato tutto» - testo che le si appiccica addosso come nessun altro, nella ricerca di chi non ha mai avuto nessun momento di noia, vincendo o pagando le scelte, dove la piattezza non hai avuto neanche un posticino: e lei, sublime e anche quando sembrava tutto lontano, la discografia, i contratti, lei, restava unica e con la forza di chi ha l'energia per risalire, il successo, come ora, l'ha in mano.
Adesso, dopo i numerosi cambi di generazione che si sono avvicendati, sanno chi è e non è estranea a nessuno anche se ora, ma nessuno ci bada, la sua età non è certo post-adolescenziale, la definiamo iconica, irripetibile, una dea, un mito ineguagliabile; il suo anticonformismo di oltre mezzo secolo fa oggi è inghiottito da questo futuro che ora muore come de-canta in «Ho provato tutto», lei che ha sperimentato il poli amore, lei che non è mai stata né una moglie (ha avuto almeno una cinquina di accertati mariti) fedelissima, né un'amante preoccupata dei tradimenti, lei che in fondo, ma di vero in fondo, sta bene da sola, ma, a conti ancora aperti ma fatti, fino a questo momento, sulla Memory Card ha l'iscrizione al libro dei Grandi che hanno fatto la Musica del '900.
È forza pura, è immaginazione, è innegabile forza di charme, che però non le ha mai ucciso quella ragazza, spesso a piedi nudi, bionda, quasi sempre, non attenta alle mode, semmai le inventava, così come ha inventato la sua vita in assoluta libertà. A metà dei '90, unica cantante italiana, arriva in Cina e approdata a Pechino, canta in tv davanti ad un miliardo e mezzo di spettatori.
Ma prima, sul finire dei '70, dopo il primo pop e poi le canzoni come «Tutt'al più» e Brel, Ferrè, e un album con Bill Conti come arrangiatore (candidato agli Oscar per «Rocky» con «Gonna fly now»). snocciola li una cosetta intitolata «Pensiero stupendo», madre di tutte quelle canzoni che invitano a baciare lui che bacia lei in un supermarket del sesso che non ha traccia di quell'erotismo che la gondola veneziana definita inusuale ci mise, esausta dalle continue prove: ma quella voce lì le venne cosi, inquieta ed estasiante, e solo lei avrebbe potuto.
Era tempo di sparire un'altra volta e nei primi anni '80, scelse l'America, si nascose in California, a Sausalito, un periodo confuso, fatto di scelte coraggiose, come dimostrano le foto pubblicate allora da periodici erotici, ma poi, sorpresa delle più incredibili, ritorna ad essere, e con più forza che mai, la Patty Pravo che incanta, che ipnotizza, con un Sanremo memorabile, nel 1984, ricomparendo con «Per una bambola», come voleva lei, come aveva deciso lei, studiando mosse leggere ma nei minimi dettagli, agghindata nella maglia di ferro creata per lei da Gianni Versace,, una visione nella ordinaria pacatezza della musica italiana di quel tempo, insomma torna ad alimentare il mito , è di nuovo in carriera come vuole lei, lei che continua a sperimentare, come vuole lei, fino all'ennesimo boom.
Passano gli anni e la miccia torna a riaccendersi con E «Dimmi che non vuoi morire» di Vasco Rossi con cui ammette «Io sono Nicoletta» o meglio, Nicoletta è la mia parte femminile e Vasco è la parte maschile , e poi, come tracce sparse del suo passaggio, ri-lascia canzoni come «Io e le rose», torna a Venezia ma mica per i cavoli suoi e come regina sale sul palco del Teatro della Fenice, facendo il suo ingresso in sella a un cavallo bianco, e nel 2016 porta al Festival «Cieli immensi» e il pubblico dell'Ariston le tributa una lunga standing ovation oltre a meritare per la terza volta il Premio della Critica Mia Martini.
Senza pace, registra ancora un album con autori quali Tiziano Ferro, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Gianna Nannini. Nel 2020, poi la «minaccia bionda» è giudice nel programma di Milly Carlucci «Il cantante mascherato» e, sotto il soffocante abito della Tigre, mi scoprirà, non tanto per la voce sufficientemente camuffata ma per l'andatura e io sento la sua voce inconfondibile che dice quella è la camminata di Maurino, mi sembra lui e così, col mio sorriso un po' tirato vengo eliminato dalla trasmissione, ma in fondo felice della tanta familiarità che avevo inteso, la stessa che ho ritrovato anche in questi giorni in cui, mi scuserà la Diva se li rendo pubblici, coi messaggi (li pubblichiamo qui nella foto a fianco, ndr) che ci siamo scambiati, frutto di un'amicizia che quest'anno festeggia il mezzo secolo. Anche questa è Patty Pravo, dopo una carriera lunga, fino ad ora, 60 anni. Lei festeggia il compleanno e senza dire nemmeno una parola, ma solo con un accennato sorriso di chi sa che dribblerà il tempo. Sono pochissimi a farlo: Lei può.
Mauro Coruzzi
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