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La nomina

Tribunale di Brescia, il «parmigiano» Scati è il nuovo presidente

Tribunale di Brescia, il «parmigiano» Scati è il nuovo presidente

18 Aprile 2025, 03:01

Per ora, non si sofferma a parlare di leggi o nuove riforme. Preferisce parlare, piuttosto, di «passione», «dialogo», «confronto».

Sono queste alcune delle parole chiave - umanissime - che guideranno il percorso di Stefano Scati, parmigiano d'adozione, nel suo nuovo incarico: è stato nominato nei giorni scorsi presidente del Tribunale di Brescia, che dopo quasi un anno, torna ad avere il suo vertice.

Un ruolo complesso e sfidante, contando anche che il Tribunale di Brescia è il quinto in Italia per numero di persone residenti nel circondario e che sia stato classificato come «Ufficio di grandi dimensioni», avendo un organico composto da sette presidenti di sezione e 68 giudici con competenza di carattere distrettuale : «Sono consapevole che il nuovo ufficio sarà molto impegnativo, tante sono le sfide che mi attendono: a partire dal fatto che ci sia una carenza di organico - commenta Scati, 65enne di Tortona che dal 1992 vive a Parma -: ma affronterò questo percorso con passione ed entusiasmo, pur i miei 38 anni in magistratura».

Tra i casi più importanti che ricorda c'è quello Ekong: il calciatore nigeriano della Reggiana che si era rivolto al tribunale di Reggio Emilia per difendere il suo rapporto di lavoro, facendo un ricorso basato sulla discriminazione ricevuta per essere extra comunitario. «Ero giudice civile del tribunale, all'epoca - racconta Scati - e feci un provvedimento che consentì alle squadre di calcio di tesserare i giocatori extra comunitari in deroga ai limiti imposti dalla Federazione calcio».

Le esperienze si sono moltiplicate negli anni: Scati in carriera ha ricoperto anche gli incarichi di sostituto procuratore a Vigevano, giudice a Reggio Emilia, presidente di sezione a Vigevano, presidente di sezione a Bologna (dove ha presieduto la Corte D'Assise e la sezione di Misure di prevenzione) e, in ultimo, ha guidato il Tribunale di Ferrara dal 22 novembre 2019, dove si è occupato, in particolar modo, dei processi legati alla famiglia.

Dal suo osservatorio ha potuto «catturare» ed essere testimone dei cambiamenti delle dinamiche legate al diritto familiare: «Negli ultimi anni ho privilegiato la trattazione dei processi della famiglia perchè - spiega il magistrato - alla luce della mia lunga esperienza ritengo che sia un settore nel quale il giudice può efficacemente provvedere a sanare o attenuare un conflitto familiare». Da sempre, dai primi anni duemila, quando «ancora vigeva una regola generale in base alla quale i minori venivano affidati quasi sempre alla madre - ricorda-: in questi ultimi anni, invece, la regola generale è quella dell'affido condiviso, regola più adeguata, a mio avviso, per tutelare il principio della cosiddetta bigenitorialità».

Tra i cambiamenti più significativi, il magistrato individua l'ingresso delle nuove tecnologie, non solo all'interno delle nostre vite, ma anche all'interno delle discussioni familiari, e quindi in ambito giuridico: «Ho constatato che i social hanno fatto ingresso anche nei procedimenti di famiglia - fa notare - sia per le cause di addebito della separazione, sia per l'affido dei figli: cosa che non mi vede particolarmente favorevole».

Tante, dunque, le nuove sfide. Tutte da affrontare «con il dialogo e il confronto - riflette Scati - con i colleghi, con i rappresentanti della avvocatura, il personale: questo è il vero punto fondamentale che ho coltivato nel Tribunale di Ferrara e che coltiverò anche a Brescia». Non ha dubbi il neopresidente del Tribunale di Brescia: «Credo ancora fortemente nella magistratura e nel mio lavoro - chiosa -: che porterò avanti sempre con passione ed entusiasmo».

Anna Pinazzi

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