Gazza Ladra
Sappiamo quanto, anche per le Festività Pasquali, come già per il Natale, si mescolino, all’osservanza della tradizione religiosa, i riti pagani, ma mai come in quest'annata con il trionfo, un successo di proporzioni gigantesche, della cantante Lucilla, star del web. Negli ultimi tre anni di attività, «La fatina del sole» (così si definisce) sta per battere i record di visualizzazioni, avvicinandosi al miliardo di click con le sue canzoni. Laureata in scienze della comunicazione, età non precisata, rossa di capelli, non credo naturale, ha due sopracciglia fulve che nemmeno una scozzese da più generazioni, arrivando fino al più acceso fan dei Celtic Glasgow Football potrebbe avere con quel punto di vermiglio, Lucilla sta sbancando tra bimbi, genitori consenzienti, nonni compiacenti, inanellando motivetti come «Le cinque uova» o il recentissimo «Pasqua con Lucilla 2025». Lucilla scatena un divertimento irrefrenabile nei fans che la vogliono vedere dal vivo, costringendola a estenuanti tour nei parchi giochi più famosi della penisola. Ma è anche un’intuitiva raccoglitrice di «reperti», come quando, un annetto fa, ha inciso la nuova versione del «Gioca jouer» di Claudio Cecchetto con la partecipazione proprio dell’illustre che la spinge vocalmente “al camminare al dormire al salutare all’autostop”. Viene da pensare che mettere insieme pargoli e divertimento sia la sua formula magica, perché se è vero, come recita la sua biografia, che arriva dal sole, nei vari videoclip la si vede in astronave, un po’ come hanno fatto, qualche giorno fa, le viaggiatrici dello spazio, capitanate dalla futura signora Bezos (un magnate, il marito, che guadagna 321 milioni di dollari al giorno, 13 milioni all’ora): cosa vuoi che sia mettere la moglie in una capsula spaziale e mandarla in orbita per un quarto d’ora insieme a Katy Perry, diventata la prima cantante a viaggiare nello spazio… Peccato, ce n’erano altre più adatte, quelle della generazione autotune, che ci avrebbero fornito una perfetta intonazione che manco le colombe in volo in questa Pasqua bizzarra saprebbero fornirci ma è pur vero che la Domenica della Resurrezione è quella del passaggio dalla morte alla vita di Cristo, quindi un inno alla nascita che arriva come speranza, la stessa che riponiamo nella generazione a venire, i bimbi o , in questo caso, l’esercito della baby dance, quegli 800.000 e passa followers che intonano allegramente le «canzoni dell’uovo», con la sorpresa, non all’interno dell’uovo ma in arrivo dal sole, nella speranza che quest’ultimo riesca a rischiarare queste giornate... Buona Pasqua e Buona Domenica. E - perché no? - Buona Pasquetta.
Mauro Coruzzi
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