Lutto
I figli la ricordano come «una madre sempre sorridente e una lavoratrice instancabile». E i clienti l'aspettavano davanti alla saracinesca chiusa, al mattino presto, perché volevano che il primo caffè della mattina fosse preparato solo da lei.
È scomparsa, a 95 anni, Rina Montanari, la storica titolare del bar Messicano, tra via Emilia Est e via Mantova, che ha gestito insieme al marito Gianni per 35 anni.
Era il 1967, quando Rina, insieme al marito Gianni, si spostò a Parma dalla nativa Campegine, per prendere il timone del bar. E negli anni il locale divenne un punto di riferimento per il quartiere e un porto sicuro per i viaggiatori di passaggio.
La sua posizione, all'incrocio tra via Mantova e via Emilia Est, era strategica. «Mia madre - racconta la figlia Maria Giovanna - era una lavoratrice instancabile. Gestire un bar, allora, era un lavoro durissimo: turni lunghi, sveglia all’alba, chiusura a notte inoltrata. Eppure, lei riusciva a tenere tutto insieme, anche la nostra famiglia. Aveva una forza fuori dal comune».
Il bar Messicano, con le sue ampie sale, il biliardo, e i tavolini affacciati su via Mantova, riusciva ad attirare una clientela variegata. Negli anni '80 anche i giocatori del Parma, che alloggiavano nel vicino Hotel Principe, per un periodo divennero frequentatori abituali del locale.
«Era un luogo speciale - aggiunge Maria Giovanna - dove si chiacchierava davanti a un caffè, si leggevano i giornali, si giocava a carte. Alcuni venivano anche da lontano pur di passare lì la serata. C’era sempre un clima di accoglienza, e il merito era anche della personalità di mia madre: sbrigativa, sì, ma sempre sorridente e gentile. Una presenza fissa, che dava sicurezza».
Il ricordo più vivo, però, è spesso legato alle piccole cose. «Mia madre - racconta il figlio Roberto - aveva l’abitudine di preparare le torte per le colazioni. I clienti le preferivano alle paste della pasticceria. Quando lei non c’era, si notava. Anche solo per il modo in cui serviva le caramelle: non nei sacchetti, ma in piccoli bidoncini di latta, sempre con una cura speciale».
Rina era una donna dal carattere forte e pratico, ma sempre pronta a offrire ai clienti, insieme al caffè, anche una chiacchiera e un sorriso. Chi l'ha conosciuta, ne ricorda lo spirito di sacrificio e la fermezza nel tenere in ordine il locale, nel rispetto di chi lo frequentava.
«Se facevamo troppo rumore fuori dal bar - ricorda con un sorriso il figlio - prendeva un secchio d’acqua e ce lo buttava di sotto, anche in inverno. Non guardava in faccia nessuno».
L'attività chiuse i battenti nel 2002, dopo la morte del marito, Gianni, ma lo spirito del bar Messicano è rimasto vivo nei ricordi di molti. «Alcuni ex clienti - racconta Maria Giovanna - sono venuti al rosario, nonostante siano passati tanti anni. Uno di loro ha detto una cosa che mi ha colpito: che quel bar li aveva fatti crescere. Era un ritrovo stabile, dove si veniva accolti sempre con un sorriso».
Oggi, al posto del bar Messicano c'è un piccolo concessionario di moto. Con la scomparsa di Rina se ne è andato un pezzo della città. E la vetrina con le torte di riso, le tartine, i toast e la macchinetta del caffè rimane solo nei ricordi dei tanti parmigiani che hanno avuto la fortuna di conoscerla. E di sedersi a quei vecchi tavolini, da cui si vedevano andare e venire le auto che un tempo, come oggi, affollavano via Mantova.
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