Lutto
Aveva solo 58 anni, era una donna solare, amante della vita, con molti interessi e tanti amici: Annalisa Astorri se n’è andata giovedì scorso, dopo una lunga battaglia contro un male che non le ha dato scampo, lasciando un grande vuoto nella sua famiglia: il marito Francesco e il figlio Alessandro.
Annalisa Astorri era nata a Parma nel 1967, dove il padre era cardiologo al Maggiore. Anche lei scelse la strada della medicina, laureandosi con specializzazione in endocrinologia all’Università di Parma. L’amore la portò però lontano dalla città d’origine e la indusse a rinunciare alla professione per tenere unita la sua famiglia. Infatti, nel 1997 conobbe e sposò l’ufficiale di Marina Francesco Marchetti, e un anno dopo nacque il figlio Alessandro.
«Annalisa – ricorda con commozione il marito – mi ha seguito in tutti i luoghi in cui mi ha portato a vivere la mia professione, a Londra, a Roma, a Parigi e infine a Taranto. Aveva un marito da seguire e un figlio da crescere, così ha dovuto rinunciare per lungo tempo a fare un mestiere che amava molto. Il momento buono arrivò nel 2010: cominciò a lavorare saltuariamente a Taranto, poi decise di ritornare a Parma, anche per stare accanto ai genitori. Qui, dal 2011, intraprese un‘attività ambulatoriale come endocrinologa in convenzione con l’Azienda Sanitaria. Lavorava a Parma, ma anche a Fidenza, Colorno, Langhirano e Salsomaggiore. Ha macinato chilometri su chilometri, fino all’anno scorso, quando ha dovuto fermarsi di fronte alla recrudescenza della malattia. Al suo lavoro ci teneva davvero tanto, e sapeva creare una straordinaria empatia con i pazienti, che le mandavano messaggi anche la domenica. E lei rispondeva sempre a tutti, perché era di animo generoso molto attenta ai rapporti con le persone».
Annalisa era una donna dai molti interessi: nonostante la sua lunga assenza, a Parma aveva molti amici, aveva una passione per la musica, amava viaggiare, andava volentieri al mare e in montagna, apprezzava la buona cucina e soprattutto era interessata all’arte moderna: «Quando c’era una mostra interessante andavamo ovunque – dice il marito - quasi sempre in automobile: ad Annalisa non piaceva volare».
Antonio Bertoncini
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