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«Lo Csac ha ripreso regolarmente tutte le sue attività». Ad annunciarlo è il rettore Paolo Martelli, dopo che lo scorso ottobre - a seguito di un violento nubifragio - la centrale tecnologica sotterranea del complesso di Valserena, era rimasto gravemente danneggiato a causa dell'esondazione di un vicino canale.
Violento nubifragio
L'Ateneo era stato quindi costretto a disporre «la sospensione di tutte le attività in presenza e dei servizi erogati dal centro e dal museo», come comunicato a suo tempo, dal Centro studi e archivio della Comunicazione.
Centrale ripristinata
Ora la centrale è stata ripristinata e lo Csac ha ripreso il suo servizio. «Lo Csac ha completato le attività propedeutiche alla sua riapertura - conferma Martelli - ma le attività chiuse al pubblico, sono andate avanti anche nei mesi scorsi. Ora, dopo il Ferragosto riapriremo anche al pubblico».
Tanti vincoli da rispettare
«Dovendo operare all'interno di un bene tutelato, con numerosi vincoli - precisa il rettore - è servito diverso tempo per tornare alla piena funzionalità. L'esondazione del canale dello scorso autunno, aveva colpito la centrale tecnologica, posizionata sottoterra, andata completamente fuori uso. Abbiamo dovuto chiudere perchè mancavano le necessarie condizioni di sicurezza». «Ci siamo quindi impegnati da subito - continua il rettore - a installare delle strutture temporanee (gruppi elettrogeni) per ridare funzionalità al centro, in attesa di realizzare i lavori alla centrale».
«Ordinati gli archivi»
In realtà lo Csac, pur rimanendo chiuso al pubblico, ha proseguito la propria attività in altre forme. «Nel periodo di chiusura - ricorda lo stesso Martelli - è stato possibile fare ordine nei diversi archivi dello Csac e portare avanti altre attività legate alla ricerca».
Comitato scientifico
Il Centro è stato «rinnovato - dichiara ancora il rettore -. Nel mese di settembre ci sarà una riunione del Comitato scientifico che riprenderà a pieno titolo i suoi lavori di programmazione e progettazione della attività dello Csac (mostre, iniziative per la cittadinanza). Anche chi aveva ricerche in ballo ha ripreso pienamente la propria attività».
«Nuovo slancio»
Tutto questo, dimostra che «non c'è nessuna intenzione di chiudere lo Csac - ribadisce Martelli -. Anzi, è nostra intenzione dare ulteriore slancio alle sue attività e valorizzare ancor più il suo “tesoro”».
«Realtà unica»
«Lo Csac - conclude - è una realtà unica nel suo genere e quindi la sfida è quella di fare in modo che sia sempre più fruibile alla cittadinanza e a disposizione del mondo della cultura nel suo complesso. Ci sono tante idee da sviluppare: le metteremo in campo».
Luca Molinari
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