Salsomaggiore
Si sono vissuti attimi di terrore ieri mattina alla piscina Leoni dove un giovane di origine extracomunitaria sui trent’anni ha rischiato di annegare e solo grazie al pronto intervento degli assistenti bagnanti, che si sono accorti immediatamente di quello che stava accadendo, è stato salvato evitando che il terrore sfociasse in tragedia.
L’uomo si era appena immerso in acqua quando, non si sa se a causa di un malore dovuto a idrocuzione (termine che indica l’immersione rapida in acqua fredda che porta alla perdita di conoscenza per lo shock termico causato dalla differenza tra l’alta temperatura ambientale e quella molto più fredda dell’acqua) oppure per il fatto di non saper nuotare, è andato a fondo vasca senza riuscire a riemergere. Gli assistenti bagnanti si sono accorti immediatamente di quanto stava accadendo e così si sono prodigati immediatamente per cercare di salvare il giovane.
«Ero in ufficio quando, come da protocollo in situazioni di pericolo, ho sentito i tre fischi provenire dai bagnini così sono uscito subito – afferma, ancora scosso, il responsabile degli impianti sportivi salsesi gestiti da Sogis, Gian Pietro Angius – Il tempo di realizzare quello che stava succedendo (con due assistenti bagnanti già impegnati nelle operazioni di soccorso) e ho portato con me la terza assistente che mi ha accompagnato dopo aver chiuso la vasca dei bambini, di sua competenza, ed aver avvisato il 118. Mentre un assistente sollevava l’uomo, le altre due lo hanno tirato su adagiandolo a bordo vasca. Aveva le labbra viola, era rigido ed in arresto cardiaco». Da quel momento è iniziata una lunga ed estenuante lotta contro il tempo tra il terrore delle persone presenti. «Sono stati attimi che sembravano infiniti, si sono resi necessari 5 massaggi cardiaci prima che il giovane riprendesse a respirare seppur flebilmente e così lo abbiamo messo in posizione di sicurezza su un fianco – prosegue Angius – Con noi ci siamo portati anche il defibrillatore che per due volte, già pronto per la scarica, ci ha segnalato che non era necessario l’utilizzo». Sono poi arrivati i soccorsi che hanno preso in carico il trentenne sottoponendolo a tutte le cure del caso fino a quando non si è ripreso definitivamente. «Intanto che veniva caricato sull’ambulanza per essere trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Vaio ha chiesto subito di ringraziare chi lo ha salvato facendoci un cenno con la mano – conclude Angius – Questo ci ha riempito il cuore di gioia e ci ha commosso fino alle lacrime. Non è stato facile anche se l’adrenalina in quei momenti non ti fa pensare a nulla se non ad aiutare chi sta male. Per fortuna la nostra società organizza sia a Salso che a Fidenza corsi di primo soccorso per i nostri dipendenti e i collaboratori due volte a settimana e quanto accaduto oggi dimostra quanto sia utile parteciparvi per poter intervenire con tempestività e lucidità». I tre assistenti bagnanti intervenuti con Angius sono Jasmine Tahoun, Valerio Bellicchi e Sofia Baciocchi. Da ricordare, inoltre, che Salsomaggiore è una città cardioprotetta grazie al progetto «Salso nel cuore», che ha portato all’installazione di oltre 30 defibrillatori tra la città e le frazioni, organizzato dall’Assistenza pubblica.
Manrico Lamur
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