Turisti in città
Parma accoglie chi arriva da ogni angolo del mondo con il fresco silenzio dei suoi musei, il profumo intenso di un caffè appena versato, il gusto di un assaggio che resta nel cuore e la luce catturata in una fotografia.
C’è chi la sceglie per il cibo, chi per l’arte, chi per un improvviso colpo di curiosità lungo un viaggio pensato altrove. Dal duomo romanico al battistero di marmo rosa che si illumina di riflessi cangianti, passando sotto i portici di via Mazzini intrisi dall’aroma di caffè, Parma si svela passo dopo passo come un mosaico di voci e accenti.
E i viaggiatori che la attraversano, con occhi colmi di stupore, la ricordano nei sorrisi, nelle parole leggere e nei gesti che sanno di meraviglia.
Sotto il sole dorato di agosto, una famiglia inglese con due bambini piccoli sorride, custodendo in una borsa una punta di Parmigiano- Reggiano appena acquistata in una bottega storica: «Se dovessimo racchiudere Parma in una sola parola, diremmo “elegante”. E, soprattutto, un luogo di buon cibo. Il nostro preferito è il Parmigiano».
I bambini, un po’ timidi ma con gli occhi che brillano, annuiscono stringendo piccoli sacchetti di formaggi stagionati «da portare a casa». Poco più in là, due ragazzi francesi con zaini in spalla e biglietti del treno per Verona già pronti raccontano la loro scelta di venire a Parma: «L’abbiamo scoperta su Internet e ci ha ispirato per la sua autenticità e per l’interesse dei suoi musei».
Prima di ripartire hanno in programma un’ ultima passeggiata tra le vie del centro «per respirare ancora un po’ questa atmosfera tranquilla».
In piazza Garibaldi, tra il via vai di biciclette e il suono delle tazzine che tintinnano nei bar, una famiglia peruviana residente a Milano si concede una tappa non programmata: «Dovevamo andare al mare in Romagna, ma ci siamo fermati qui. Abbiamo visitato piazza Garibaldi, la casa della musica, la cattedrale, la Pilotta… e ora continuiamo il giro. Parma ci è sembrata ricca e bella, non la conoscevamo. Abbiamo fatto colazione con il prosciutto di Parma. Se dovessimo descriverla in una sola parola, diremmo “storica”. Ci piace perché è pulita e autentica».
Sotto le arcate fresche della Pilotta, un gruppo di amici tedeschi si gode un momento di pausa seduto sui gradini: «Parma è veramente calma, è bellissima. Siamo appena arrivati. Siamo stati a Lucca e volevamo andare a Milano, così abbiamo fatto una tappa qui. Questa città è davvero deliziosa».
Poco più in là, due di loro scattano foto sotto gli archi, ridendo tra una posa e l’altra. Arrivano voci anche dall’Argentina, pronunciate con un sorriso e un accento morbido: «Abbiamo scelto tutte le principali città del nord Italia. Ci ha ispirato il cibo, il Parmigiano!». La loro giornata continuerà con una visita al teatro Farnese, «perché non si può venire a Parma e non entrare lì almeno una volta».
E tra questi viaggiatori, ecco anche la storia di una coppia canadese: lui fotografo amatoriale, lei insegnante in pensione, che si sono concessi un mese per girare l’Italia. «Parma ci ha sorpreso per la sua atmosfera. Non è caotica come altre città d’arte, e questo ci
permette di viverla con calma. Sabato mattina siamo stati al mercato di piazza Ghiaia e ci siamo innamorati dei colori: il rosso dei pomodori, il giallo dei tortelli, il verde del basilico fresco. E poi… il suono della lingua italiana qui è ancora più musicale».
Quando il sole cala dietro i tetti, Parma resta lì, silenziosa e accogliente, a custodire storie venute da ogni angolo del mondo. Storie che partono su treni e aerei, ma continuano a vivere, luminose e sottili, nei ricordi di chi l’ha attraversata e che, forse, già sogna di tornare.
Asia Rossi
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