×
×
☰ MENU

Via Burla

Si era sposato l'anno scorso il trentunenne morto nello scontro

Si era sposato l'anno scorso il trentunenne morto nello scontro

15 Agosto 2025, 03:01

Scontro tra scooter: un morto. Ancora sangue sulle nostre strade dove l'altra notte, lungo via Burla, si è consumata l'ennesima tragedia con un bilancio estivo sul fronte degli incidenti che si fa sempre più preoccupante.

A perdere la vita nell'ennesimo incidente mortale verificatosi in questo periodo un trentunenne di origine campana ma residente da diversi anni a Parma, dove si era trasferito per lavoro.

Sempre mercoledì sera in strada Beneceto era avvenuto un altro incidente con un esito, per fortuna, meno grave. Una ragazza era uscita di strada mentre era in sella alla sua moto riportando ferite di media gravità.

Ben diverso invece l'epilogo di quanto avvenuto in via Burla.

Intorno a mezzanotte Raffaele Battipaglia, carrellista di 31 anni (ne avrebbe compiuti 32 tra una decina di giorni) originario di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, in sella al suo scooterone Yamaha TMax stava con ogni probabilità ritornando a casa, nella zona di via Milano, dopo il turno di lavoro. A un certo punto, lo schianto.

Lo scontro

All'altezza della rotatoria di via Burla che si interseca con via Franklyn, nel quartiere artigianale Spip, il mezzo su cui viaggiava il trentunenne, per cause al vaglio della polizia locale intervenuta per i rilievi di legge, si è scontrato con un altro scooter, guidato da un quarantottenne di origine straniera. Lo schianto è stato tremendo. Mentre la dinamica esatta dell'incidente è ancora al vaglio degli agenti di via del Taglio, pare che Battipaglia abbia perso il controllo del due ruote impattando con l'altro scooter e venendo successivamente sbalzato sull'asfalto. A testimoniare la violenza dell'impatto, non solo i pezzi del veicolo rimasti lungo la strada, ma anche un cordolo sbriciolato e una macchia di sangue ancora visibile ieri mattina nel punto dell'incidente.

Se però il quarantottenne in sella allo scooter se l'è cavata fortunatamente con ferite lievi, al personale del 118 intervenuto in via Burla le condizioni del trentunenne sono apparse subito disperate. Inutili i tentativi di rianimarlo, Raffaele non ce l'ha fatta.

L'incidente ha provocato anche disagi alla circolazione, seppur in un orario e in un mese in cui il traffico è sicuramente meno intenso. «Abbiamo visto i lampeggianti, i mezzi di soccorso e poi la moto a terra - ha raccontato ieri mattina un uomo che lavora nella zona e che è passato da quel punto dopo lo scontro - e abbiamo capito che era accaduto qualcosa di molto grave»

Il dolore

La notizia della scomparsa di Raffaele è in breve rimbalzata da Parma, dove l'uomo viveva da meno di una decina d'anni, alla sua terra origine, a quella Nocera Inferiore in cui vivono i suoi genitori e tanti suoi parenti.

A Parma si era trasferito insieme a quella che l'anno scorso è diventata sua moglie, anche lei originaria della stessa zona della provincia di Salerno e impiegata nella nostra città, con cui viveva in un appartamento della zona di via Milano. Il 31enne aveva trovato un posto di lavoro come carrellista in una ditta di Parma dove, come hanno raccontato quelli che lo conoscevano, si era fatto conoscere per la sua professionalità e il suo attaccamento al lavoro.

Il ricordo

Ieri mattina sono state numerose le persone che si sono strette attorno alla moglie, mentre i genitori e i parenti dello sfortunato carrellista sono arrivati a Parma da Nocera Inferiore. Tra chi è accorso subito, appena appresa la tragica notizia, Vincenzo, il cugino di Raffaele. Anche lui originario della stessa zona del trentunenne deceduto, vive e lavora nel Reggiano, a Scandiano. Con Raffaele, che a Nocera viveva nel rione Piemonte, il legame era molto stretto fin da quando erano bambini.

«Era una persona di cuore, alla mano, un ragazzo simpatico e socievole» ne ha tratteggiato la figura il cugino.

Dalle sue parole emerge il ritratto di una persona giovane ma «vecchio stampo», ancora legata ai valori di una volta e che manteneva stretti rapporti con la sua terra d'origine. Nonostante il lavoro e la costruzione della propria vita al Nord, quel filo non si era mai spezzato.

Una persona semplice che amava la tranquillità e la vita in famiglia. Semplici anche le passioni che aveva e che ne fotografano l'indole.

«Amava moltissimo la pesca - prosegue Vincenzo -; merito anche del padre e dello zio che gli avevano trasmesso questa passione che in lui non si era mai spenta». Assieme alla pesca, da buon italiano, «amava anche lo sport e, in particolare, il calcio. Inoltre, non era uno da social network, gli piacevano le cose reali».

Nonostante il lavoro li tenesse lontani (Vincenzo ha anche lavorato per un periodo in Francia), ogni volta che potevano i due cugini si ritrovavano.

«L'ultima volta - ricorda - ci siamo visti a dicembre a Napoli, ma poco prima, in ottobre, ero venuto qui a Parma a trovarlo. In tutti questi anni mio cugino non è mai cambiato, è sempre rimasto quello che era, generoso e disponibile».

Una disponibilità non solo di facciata. «Non potrò mai dimenticare - conclude Vincenzo - quanto si sia dato da fare per aiutare nostra nonna Elena, che ci ha lasciato poco tempo fa».

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI