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Protesta

Gli abitanti di Carignano: «Via da qui quell'antenna»

Gli abitanti di Carignano: «Via da qui quell'antenna»

di Asia Rossi

30 Settembre 2025, 03:01

Non erano i rumori del cantiere a farsi sentire venerdì a Carignano, ma le voci dei residenti, scandite sotto cartelli e striscioni improvvisati. In strada Cinghio, a pochi passi dalla chiesa, dal seminario vescovile e da villa Malenchini, è comparso un basamento in cemento: il primo segnale tangibile dell’arrivo di una nuova antenna di telecomunicazioni.

Per molti, una scoperta amara, piombata all’improvviso quando i lavori erano già iniziati.

A guidare la protesta c’era Pierluigi Toti, volto noto del quartiere, che ha denunciato con fermezza «un iter procedurale carente, senza reale coinvolgimento della comunità». Al suo fianco decine di famiglie, giovani e anziani, scesi in strada con la stessa richiesta: chiarezza. «Sappiamo che le antenne servono» ha osservato Stefania Spocci, «ma non qui, non così: esiste sempre un’alternativa che possa tutelare la salute e la dignità del quartiere».

Le preoccupazioni sono molteplici e intrecciate: il timore per le emissioni, certo, ma anche l’impatto paesaggistico. «Un’antenna in mezzo a tanta bellezza svaluta le abitazioni e spezza l’armonia del territorio», hanno commentato diversi residenti, tra cui Chiara e Federico, indicando con amarezza il cemento già posato.

Anche il comitato di largo Visconti è intervenuto. Il referente, Matteo Groppi, ha ricordato come «il regolamento comunale dovrebbe prevedere un piano annuale di installazioni da discutere nei laboratori di quartiere».

Un passaggio che in questo caso sarebbe stato ignorato: «Qui ci si è limitati a un avviso sull’albo pretorio online, con tempi ridotti al minimo». La protesta ha trovato eco anche in consiglio comunale. Maria Federica Ubaldi, capogruppo di Civiltà parmigiana in consiglio, ha espresso «delusione verso un’amministrazione che ha mancato di comunicazione» e ha chiesto l’apertura di un tavolo con i cittadini: «Non basta un avviso sull’albo pretorio. I cittadini si aspettano che rischi e impatti vengano valutati con serietà, ma nonostante la richiesta di accesso agli atti dal comune non è arrivata alcuna comunicazione né risposta. Nel frattempo, però, i lavori sono già partiti». E così, i residenti hanno messo nero su bianco le loro ragioni: sei punti che spaziano dall’impatto ambientale alla svalutazione immobiliare, fino alla mancanza di trasparenza.

Un documento che non è soltanto un atto formale, ma la voce di una comunità ferita, che si chiude con un messaggio semplice e potente, urlato all’unisono sotto il cielo di Carignano: «Le telecomunicazioni non possono prevaricare i diritti delle persone. Sono i cittadini, con la loro vita quotidiana, il valore primario da difendere».

Asia Rossi

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