Fidenza
Dopo una vita per i suoi pazienti, il medico di base, dottor Ubaldo Delucchi, ha raggiunto il traguardo del pensionamento. Più di quarant’anni al servizio dei pazienti, con ambulatorio a Fidenza e nella frazione di Castione Marchesi. Si era laureato nel 1980 all’Università di Parma, con specializzazione in Geriatria e Gerontologia. Aveva svolto il tirocinio, con il professor Sergio Ambrosoli quindi aveva anche prestato servizio con la guardia medica. Poi nel 1982 aveva intrapreso il servizio come medico di famiglia, con gli ambulatori a Fidenza e Castione, fra i quali si divideva.
Un medico umile, ricco di profonda umanità, che lascia una bella testimonianza fra i suoi innumerevoli pazienti, che ha seguito con elevata professionalità e dedizione. Il dottor Delucchi è stato il medico di famiglia per centinaia di fidentini, fra i quali anche i castionesi. E proprio i suoi pazienti di Castione Marchesi, hanno desiderato ringraziarlo, per tutto quello che ha fatto per loro.
«È con immenso piacere che oggi noi castionesi accogliamo il dottor Ubaldo Delucchi». Con queste parole, seguite da un interminabile applauso, è iniziato il momento di saluto che la comunità castionese ha voluto tributare al suo medico, che ha raggiunto l’età della pensione. «Siccome nulla può uguagliare il suo modo di rapportarsi con noi castionesi, negli anni del suo servizio, abbiamo unito le nostre voci per manifestargli, in forma originale e fuori dai soliti schemi, l’infinita riconoscenza. Gli abbiamo consegnato una pergamena per cittadinanza onoraria ” a riconoscimento dell’elevata capacità professionale e del suo contributo che lo ha visto, in tutti questi anni, protagonista stimato nel nostro paese.” La nostra pergamena è stata accompagnata con una chiave, come simbolo di onorificenza moderna per l’impegno profuso verso la comunità e come simbolo di buon auspicio per l’avvenire, di aprirsi cioè a nuove opportunità e dimensioni. È una chiave molto antica che forse racconta anche un pezzetto di Castione che è un luogo privilegiato per arte, cultura e storia, di cui essere orgogliosi e che si desidera mantenere vivo».
La festa è continuata con un brindisi sul piazzale del Monastero alla presenza di tanti amici che hanno colto l’occasione per salutare personalmente il dottore, al quale Carla Maradini ha dedicato una poesia in dialetto. Il dottor Delucchi ha ringraziato tutti per il calore della festa e ha rivolto un pensiero a chi è mancato e, in particolare, ha ricordato con gratitudine la figura di don Mario, prima suo insegnante, poi amico, poi paziente. Commozione, gioia, riconoscenza, stima e amicizia, si sono alternati.
s.l.
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