Degrado
«Non possiamo più portare i bambini al parco giochi: c'è pieno di drogati e spacciatori».
Siamo in via Leporati, alle spalle dell'ospedale Maggiore. Qui, dove ci sono altalene, scivoli, giostrine e panchine in mezzo al verde. È il parco delle Magnolie che già negli anni passati è stato preso di mira da bande di balordi, ma a detta dei residenti «da un po' di tempo la situazione era tornata alla normalità». Fino a qualche settimana fa quando purtroppo il parco è stato di nuovo «occupato»: «Sì - spiegano le maestre di un asilo -, nelle giornate di sole siamo solite portare i bambini al parco giochi di via Leporati: è uno sfogo importante. Ma ultimamente il parco è sempre pieno di gente che fa uso di sostanze. Non possiamo far giocare i nostri bambini fra quella gente. In più alla mattina visto che trascorrono la notte nel parco c'è pieno di immondizia». Lattine tra l'erba, bicchieri di plastica con ancora fondi di birra sulle panchine. E ancora borse e barattoli sparsi ovunque. «C'è persino una zona del parco che viene usata come gabinetto - interviene una signora abituata a fare la passeggiata in via Leporati -. Purtroppo il nostro parco è tornato nel degrado più assoluto: hanno persino rubato un'altalena. E il parere di tutti è che dal Parco Ducale gli spacciatori si siano spostati nel nostro "giardino"». In effetti, sembra proprio così: con le zone rosse, il Parco Ducale si è «ripulito» e i pusher hanno traslocato in via Leporati. Il ritrovo inizia dopo le sei di sera: «È vero - dice un'altra signora - dal Parco Ducale si sono trasferiti tutti qui. C'è un viavai continuo. Poi nei weekend diventa difficile dormire sonni tranquilli, perché gli schiamazzi durano fino a notte inoltrata». Un ritrovo anche per i cosiddetti «cavallini», che già da alcuni mesi sono tornati a presidiare la vicina viale Vittoria. Gli spacciatori in bicicletta a diversi orari della giornata si danno l'appuntamento proprio al parco delle Magnolie: forse per scambiarsi soldi e «merce». Poi riprendono la bici e vanno a «lavorare». Per gli altri c'è però una postazione fissa: «Dietro a una siepe si sono fatti un nascondiglio - riporta un signore che è abituato a far sgambare il cane da quelle parti -. Hanno portato una grossa tavola con delle panchine e lì bivaccano per ore, buttando poi a terra bottiglie, lattine, bicchieri e cartacce, nonostante il nostro parco sia pieno di cestini per per i rifiuti». Su quella tavola alle 11 di mattina c'è ancora qualcuno che dorme: si riconosce solo la sagoma, perché è avvolto da una specie di accappatoio e da una coperta. Uomini e donne che lasciano i segni: oltre ai rifiuti dei loro interminabili bivacchi, cercano scarpe e vestiti in quella campana gialla, posizionata davanti al parcheggio dell'ospedale tra via Rubini e via Leporati: tirano fuori i sacchi che gli abitanti lasciano per i poveri e li svuotano sulla strada. Una montagna di indumenti, che non è un bel vedere e che si aggiunge alla triste fotografia del parco giochi. Non solo: «Anche noi padroncini degli amici a quattro zampe - continua il signore con il cane - non li portiamo più nella striscia di prato che c'è a fianco del parco giochi, perché anche quel pezzo di verde è diventato troppo sporco per far sgambare i nostri amati cagnolini». Sporco e furti: «Nel nostro condominio di via Rubini non era mai successo - sottolinea una residente -. Qualche giorno fa hanno scassinato il portone e sono entrati per rubare nelle cantine. E di notte si piazzano sotto le finestre a drogarsi e a ubriacarsi. Ci vogliono più controlli».
Mara Varoli
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