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Serie A

Difesa a 3 o a 4? Il Parma studia le alternative

Difesa a 3 o a 4? Il Parma studia le alternative

di Marco Bernardini

13 Ottobre 2025, 03:01

«Vogliamo sfruttare al massimo le risorse che abbiamo e le potenzialità dei nostri giocatori». Così, nel giorno della presentazione, si era espresso l'allenatore del Parma, Carlos Cuesta, che, in effetti, fin dalle prime sedute, si era discostato dall'Arsenal del «maestro» Arteta e, a dispetto delle previsioni, scelse la difesa a tre, anche per esaltare di più le caratteristiche di Valeri, già determinante da esterno sinistro a tutta fascia nella seconda parte della scorsa stagione.

Senza Valeri, si cambia?

L'infortunio del numero 14 crociato ha portato, però, a una serie di approfondite riflessioni, durante la sosta, mai come in questo caso provvidenziale, su un un possibile e momentaneo cambio del sistema di gioco che contempla il passaggio alla linea a quattro, provata nell'amichevole di venerdì a Collecchio contro il Monza, anche in virtù dell'assenza di Britschgi, convocato con l'Under 21 della Svizzera.

Un'alternativa e una soluzione in più per sopperire al mancato apporto di Valeri, sempre di più un valore aggiunto in fase offensiva, e insinuare il dubbio che accompagnerà il Parma fino all'immediata vigilia della trasferta in casa del Genoa alla ripresa del campionato. Si entra, quindi, nella settimana calda e decisiva che dovrà risolvere il dilemma di Cuesta e del suo staff tra continuità e «rivoluzione», da cui dipenderanno anche le decisioni finali sugli interpreti da impiegare.

Largo alla continuità

Se venisse mantenuto lo schieramento classico, non ci sarebbero grossi dubbi: il collaudato terzetto Delprato-Circati-Ndiaye, insieme in campo da quattro partite consecutive, supportato sulle corsie da Britschgi e Løvik che andrebbe a occupare la stessa posizione di Valeri. L'assetto difensivo, per ora, sta funzionando (appena sette i gol subiti in sei giornate) e toccare una delle poche certezze acquisite da agosto ad oggi, in una squadra ancora alla ricerca della propria identità, rischia di essere controproducente ma nel contempo è evidente che bisogna aumentare la pericolosità in attacco. E poi già nel secondo tempo col Lecce, il tecnico spagnolo aveva arretrato il terzino norvegese, aprendo la strada al 4-3-3 che tuttavia non ha dato grandi risultati.

Il ritorno a quattro

Se, invece, si volesse insistere sulla svolta tattica già intravvista tra Lecce e, ancora di più, Monza, il sacrificato di turno, non certo per suoi demeriti, potrebbe essere Britschgi, sostituito a destra da Delprato, che tornerebbe alle origini nel ruolo ricoperto, soprattutto, sotto la gestione Pecchia. Chiaramente Løvik avrebbe maggiore licenza di spingere, senza trascurare la fase difensiva: in questo senso, le risposte in amichevole, in attesa di test più probanti, sono state incoraggianti a cominciare dall'applicazione e dall'attenzione mostrate in copertura che non gli hanno comunque impedito di tentare qualche sortita nella metacampo avversaria.

Scelta più conservativa

Un'idea più conservativa, tutta da valutare, è quella di allargare Ndiaye a sinistra e inserire Troilo, ancora a quota zero minuti in serie A, in mezzo accanto a Circati: l'unica incognita è legata all'affiatamento della coppia centrale, considerando che l'italo-australiano, terzo per duelli aerei vinti e sesto nella speciale classifica di Sofascore tra gli Under 23, rientrerà a Collecchio non prima di giovedì, a poco più di 72 ore dalla gara del Ferraris. Detto che conterà molto anche il filtro che potrà garantire, in primis, Keita a centrocampo, non è da escludere nemmeno un Parma camaleontico in grado di variare lo spartito in corso d'opera, sfruttando la duttilità di Delprato e Ndiaye, a seconda dell'andamento della partita. Meno di una settimana e capiremo se Cuesta opterà per la continuità o per la «rivoluzione».

Marco Bernardini

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