Verso la sfida col Genoa
Come si presenterà in campo il Parma di Carlos Cuesta dopo la pausa per le Nazionali. Beh, ormai ci siamo: domani, verso le 15, si saprà tutto. E il gran gioco del «sistema di gioco» terminerà. Chi dice 3-5-2, chi si sposta sul 3-4-2-1 chi azzarda un 4-4-2. Tutti sistemi di gioco possibili, qualcuno magari anche probabile. E, a proposito di probabilità, certamente ci siamo dimenticati qualche possibilità.
Perché alla fine il Parma, già in questa stagione, si è dimostrato duttile all'interno della stessa gara. Quasi sempre tenendo ben stretta la difesa a tre, ma variando il centrocampo e l'attacco. Quasi sempre nel tentativo di recuperare, purtroppo. Intanto va detto che il Parma di questa stagione le occasioni per segnare le ha avute praticamente in tutte le partite disputate, forse solo contro il Lecce nell'ultima gara le due sole parate di Falcone hanno testimoniato anche una certa sterilità offensiva. Ma ripensando alle altre gare, i tiri in porta non sono mancati, occasioni purtroppo fallite. Errori non certo imputabili a Carlos Cuesta. Che però dai critici è stato chiamato più volte a variare la fase offensiva, uscire dallo schema che prevedeva cross (o corner) di Valeri dalle fasce.
Probabile che questo sia stato un tema di questa pausa. Magari unito a un miglioramento di una condizione fisica non sempre apparsa all'altezza. Insomma più qualità e più corsa, ovvero gli ingredienti indispensabili per la ricetta «salvezza». E a questo punto vien da dire che spesso, più del sistema di gioco, è importante la comprensione dei vari momenti della gara, dare risposte sul campo alle iniziative degli avversari e prendere le giuste contromisure. Aspettando che gli uomini di qualità alzino il livello delle loro prestazioni per dare effettivamente quel cambio di passo, quella imprevedibilità, quella forza offensiva che serve per avvicinarsi alla salvezza.
Si può obbiettare che il Parma è squadra giovane e certi meccanismi, certe sensibilità sull'andamento della gara, quelli bravi le chiamano «fasi», arrivano con il tempo. Purtroppo la serie A di tempo ne regala poco e questo è un altro fattore di cui bisogna tenere conto.
Ecco perché domani forse l'unica vera missione è quella di riuscire a portare a casa qualcosa da Genova. A proposito: Carlos Cuesta aveva abbandonato la difesa a quattro durante il ritiro austriaco, dopo una settimana di allenamenti. E l'ultima volta che il Parma si è presentato in campo con una linea di quattro difensori fu il 31 marzo scorso in quel di Verona, con Chivu in panchina. Finì 0-0. Poi il tecnico cambiò e portò il Parma a tre, la squadra acquisì una certa sicurezza nella fase difensiva e da lì non ci si è più mossi. Sembra tutto così lontano, ma sono trascorsi poco più di sei mesi (pausa estiva compresa). E la difesa del Parma è cambiata poco.
Insomma Cuesta certamente avrà tanti interrogativi da sciogliere ma scelta una strada, poi andrà percorsa senza tentennamenti. E più del sistema di gioco, qualunque sia, serve quella maturità che si acquisisce solo giocando. Saremo eccessivamente ottimisti, ma il Parma sta lavorando duro e dunque va sostenuto. Con fiducia.
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