Sicurezza
Telecamere di videosorveglianza h24, personale in divisa appositamente formato. Ma anche uno speciale sistema di antitaccheggio che funziona quasi come quello che vediamo nei negozi. La sicurezza? I musei di Parma sono «blindati», assicurano i direttori del Complesso monumentale della Pilotta, del museo Diocesano Benedetto Antelami e della Pinacoteca Stuard.
«Nuovi sistemi in Pilotta»
«Massima solidarietà al museo del Louvre - dichiara Stefano L'Occaso, direttore della Pilotta -. L'impegno per la sicurezza è massimo, ma questi episodi, purtroppo, non sono del tutto eliminabili». Il Complesso monumentale ha messo in campo, negli anni, diverse attività di tutela del patrimonio artistico. Partendo dalle «videocamere attive h24», poi gli allarmi, la vigilanza in divisa davanti all'ingresso per «sorvegliare le entrate e la biglietteria» e la «presenza di personale formato lungo i corridoi». Ma non solo. Nella Biblioteca Palatina, l'anno scorso è stato introdotto un particolare sistema antifurto. Funziona come l'antitaccheggio dei negozi: «Abbiamo fatto un grosso lavoro per inserire, all'interno di migliaia di volumi, delle targhette antifurto - spiega L'Occaso -. All'uscita della Biblioteca ci sono dei varchi di controllo: se qualcuno vuole rubare un libro, questi sistemi iniziano a suonare». Ma più che i furti, a preoccupare sono «i danni accidentali» e soprattutto «gli atti vandalici».
«Preoccupano gli atti vandalici»
La pensa così anche Sabrina Giorgi, direttore del Museo diocesano Benedetto Antelami: «In considerazione all’episodio di furto al Louvre in merito al nostro museo diocesano Benedetto Antelami, data la sua particolarità, e cioè che si tratta di un museo prevalentemente archeologico con presenza di elementi lapidei e di opere scultoree di grandi dimensioni, risulta essere poco “appetibile” per i furti».
Le opere, per dimensioni, peso, fattezze, non sono trasportabili facilmente e neppure si riescono a nascondere. Ma «diverso è il discorso degli atti vandalici - sottolinea Giorgi -, occorre infatti vigilare e fare attenzione al fine di prevenire questi atti, che potrebbero danneggiare in modo irreversibile le opere. Va detto che non abbiamo mai avuto episodi in merito, lo spazio limitato, il personale presente e i sistemi di sicurezza garantiscono una buona e attenta sorveglianza».
«Personale specializzato»
Anche la Pinacoteca Stuard ha organizzato la sicurezza degli ambienti tra sistemi di videosorveglianza e personale specializzato. Lo spiega nel dettaglio Manuela Calderini, la responsabile del sistema museale del Comune: «Abbiamo un impianto di videosorveglianza con personale abilitato alla verifica continua degli spazi espositivi - dice -. Oltre ad avere il personale specializzato che che presidia gli spazi lungo tutto il percorso museale». Una presenza fondamentale non solo per evitare i furti. Ma anche per «tutelare i visitatori e il materiale esposto nel caso in cui possa venire distrutto o vandalizzato, come si sente ultimamente». Tra queste presenze fondamentali per la sicurezza della Pinacoteca « ci sono anche i volontari Auser - tiene a sottolineare Calderini -, che aiutano a presidiare ancora di più gli spazi».
Il tema sulla sicurezza all'interno dei musei diventa quindi un impegno concreto e quotidiano. Nei confronti degli utenti, dei visitatori e delle opere d'arte stesse. «La sicurezza all'interno della Pinacoteca è un elemento fondamentale per la tutela del patrimonio culturale, per la protezione dei visitatori e la salvaguardia dell'attività del personale - commenta Alessandro Puglisi, dirigente del settore cultura del Comune e direttore della Pinacoteca Stuard -. Misure di sicurezza efficaci garantiscono anche la conservazione delle opere e degli oggetti che esponiamo al fine di prevenire i furti, atti vandalici, ma anche danni accidentali». Tutto per «garantire un ambiente sicuro - ribadisce Puglisi - a chiunque frequenti il museo». In modo che ci si possa «perdere», con tranquillità, nelle meraviglie del nostro territorio.
A.P.
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