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GLAUCO LOMBARDI

A tavola con Maria Luigia: cresce la collezione di porcellane al museo

A tavola con Maria Luigia: cresce la collezione di porcellane al museo

27 Ottobre 2025, 03:01

Sembra facile immaginare una tavola imbandita alla corte ducale. O pensare al galateo messo in campo nelle occasioni speciali come il ricevimento di altri sovrani, ambasciatori, dignitari, nelle serate ufficiali e quelle di gala o, perché no, nella vita quotidiana. Farlo però non è così immediato come potrebbe apparire. Possiamo appellarci alle immagini dei film, alle fotografie dei libri o, ancora meglio, agli oggetti esposti nelle bacheche dei musei che con la giusta guida prendono vita e tornano sulle tavole regali. Da un servizio di piatti - o da parti di esso - è possibile ricostruire la storia e le abitudini di corte.

E' proprio da qui che parte il racconto di Francesca Sandrini, direttrice del museo Glauco Lombardi, in occasione della donazione di una coppia di piatti in porcellana bianca, con stella al centro, orlo in oro e cifra coronata appartenuti a Maria Luigia. Un dono prezioso, che l'Inner Wheel Parma Est, acquisendo i due pezzi dalla famiglia Gambara, ha voluto fare al museo per arricchire la collezione di servizi da tavola già presente. Piccoli oggetti, ma preziosi per innumerevoli motivi. Nonché testimonianze del legame tra la città e il museo che più di tutti incarna l'identità ducale di Parma.

Roberta Rabaglia Vaienti, past president, e Valeria Massini, presidente in carica dell'Inner Wheel Parma Est hanno sottolineato - ieri mattina alla presentazione della donazione in Sala dorata - l'impegno del sodalizio in ambito culturale e sociale a favore del territorio. «La collaborazione con il museo dura da tempo - ha ricordato Rabaglia -. Non è la prima volta che destiniamo al Glauco Lombardi i nostri “service”. E ne siamo orgogliose». «Un museo che è molto importante sostenere» ha aggiunto Massini.

A scovare e valutare i due singolari pezzi lo storico Giovanni Godi che, dopo averli individuati, si è subito prodigato per farli arrivare nel luogo perfetto per la loro conservazione: «Si tratta di due piatti di Maria Luigia che provengono dalla collezione del professor Lodovico Gambara, un uomo che ha sempre amato Parma, autore del libro di grande valore “Le ville parmensi”, ormai introvabile. Un'acquisizione importante per il museo. Sono certo che nelle case dei parmigiani se ne potranno trovare altri». Come a dire: «Chissà se riusciremo a riportarli “a casa”».

Ai sentiti ringraziamenti rivolti all'associazione anche a nome del presidente Maurizio Dodi, presente in sala, la direttrice Sandrini ha accompagnato il pubblico in un viaggio di approfondimento sul tema delle usanze a Palazzo. Affascinante racconto sulla coreografia del potere dei regnanti e della sovrana franco-austriaca che ha cambiato il volto di Parma: «Gli oggetti da utilizzare nelle occasioni pubbliche determinavano l'importanza della corte. La qualità di porcellane, argenti e cristalli era molto importante, una sorta di termometro del potere. Non è un caso che questi oggetti preziosi fossero stoccati in armadi ad hoc e affidati in custodia a gruppi di persone addette esclusivamente alla loro cura e protezione. Ciò non toglie che alcuni venissero rubati, quindi dispersi o trasferiti in altre sedi. Senza contare quelli che si rompevano o venivano danneggiati. Quando Maria Luigia è arrivata a Parma nel 1816, è documentato dagli inventari, i servizi a sua disposizione erano 28, un numero esiguo per una corte che pretendeva rispetto. Nel 1843, quattro anni prima della sua morte, i servizi a disposizione di Maria Luigia erano diventati 49, alcuni composti da pochissimi pezzi altri che variavano da un centinaio di pezzi fino a quasi duemila, provenienti da Austria e Francia per lo più. Tutti caratterizzati da una sobrietà di stile che li rende particolarmente raffinati, in gran parte in porcellana bianca con piccoli decori floreali. Una curiosità: alcuni di questi servizi seguivano la duchessa nei suoi traslochi temporanei, ossia durante i periodi di permanenza al Casino dei Boschi Sala Baganza. I due piatti arrivati grazie a questa donazione, non perfettamente uguali tra loro, sono di particolare pregio, Manifattura Denuelle attiva a Parigi dal 1819 al 1834. Questa donazione, oltre al valore intrinseco, ci è particolarmente cara perché gesti come questo ci permettono di tenere vivo il museo, ad arricchire la collezione, ad aprire nuovi filoni di ricerca e studio».

Katia Golini

© Riproduzione riservata

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