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Gli stranieri aiutati dall'associazione

«La nostra rinascita grazie a Next»

«La nostra rinascita grazie a Next»

07 Novembre 2025, 03:01

I veri protagonisti sono stati Sandrine, Christopher, Bayo, Seidou e Marzia. In un italiano a volte traballante e gli occhi lucidi dall'emozione, hanno raccontato con soddisfazione - e un pizzico di orgoglio - le loro storie di rinascita, di risurrezione.

Ieri pomeriggio, l'ultimo incontro del cardinale Konrad Krajewski, l'elemosiniere del Papa, si è svolto nella sede di Next, l'associazione che sostiene le persone fragili per promuovere una reale inclusione sociale attraverso la formazione e il lavoro. Ad accoglierlo il presidente Renzo Sartori, che ha illustrato le attività portate avanti da Next. «L'associazione nasce dall'esperienza di un'azienda di cui sono presidente - ha spiegato - si chiama Number1 ed è una società che si occupa di logistica».

Quel primo incontro

Tutto è nato dialogando con alcuni giovani che facevano l'elemosina fuori dai supermercati. «Se vi offriamo un'adeguata formazione, venite a lavorare con noi?» è stata la proposta da cui è partito tutto. «Abbiamo iniziato con un primo gruppo - ha ricordato Sartori - a cui abbiamo insegnato la lingua italiana e fornito la formazione necessaria per poter lavorare».

Oggi Next basa la propria attività sull'idea «che la persona, attraverso il lavoro, trova una parte della sua dignità». «In questo percorso - ha proseguito - abbiamo trovato degli amici (Procter & Gamble) che ci hanno chiesto di collaborare al progetto Aula 162, che prende il nome dal paragrafo dell’enciclica di Papa Francesco “Fratelli Tutti” e prevede la realizzazione di corsi di formazione, finalizzati all’inserimento lavorativo». «Ci trasformeremo in Fondazione - ha annunciato - per rendere ancora più grande questa esperienza».

«Siamo tra le mura del primo Duomo di Parma, dedicato a San Barnaba - ha spiegato Anna Baiguera, direttrice di Next -. Oggi questa chiesa sconsacrata è luogo di incontro e risurrezione per tanti. A sostenere i nostri progetti ci sono oltre 40 volontari. Grazie al loro aiuto vediamo tutti i giorni tanti “miracoli”».

Le storie

E proprio alle testimonianze è stato riservato ampio spazio. «Ho studiato ingegneria - ha dichiarato Viola - e questo mi ha permesso di lavorare subito e di conoscere il mondo e le aziende. Quando ho incontrato questa realtà mi hanno chiesto di essere un docente; ho trovato grandissima soddisfazione nell'insegnare quanto imparato sul campo, per consentire a chi va in magazzino o in fabbrica di sapere quello che lo aspetta».

Sandrine è originaria del Camerun, vive in Italia dal 2007 e dopo aver vissuto 16 anni a Pavia si è spostata a Parma. «Qui a Parma una ragazza che conoscevo mi ha parlato subito di Next - ha raccontato -. Dopo aver bussato a questa porta, ho iniziato subito con un corso, per poi lavorare in varie aziende del territorio. Next mi ha cambiato la vita, mi ha fatto credere di nuovo in me stessa e camminare a testa alta. Ho trovato molto più che un lavoro».

Toccanti anche le testimonianze di Seidou (Guinea), Cristopher (Nigeria) e Bayo (Guinea), così come quella di Marzia (Afghanistan), arrivata in Italia grazie ai corridoi umanitari della comunità di Sant'Egidio. «È bello sentire queste testimonianze - ha concluso il cardinale -. Il Vangelo propone preghiera, digiuno ed elemosina per essere vicini al Signore, ma solo l'elemosina cancella i peccati». «La vera elemosina ci fa soffrire, deve costare qualcosa - ha precisato - elemosina significa farsi partecipe degli altri». 

L.M.

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