Famija Pramzana
La Famija Pramzana l’è nasuda ‘na sira ad farvar dal ‘47: in quel nome e in quel certificato di nascita si possono leggere gli scopi per i quali è stato creato il sodalizio che sta per festeggiare i suoi primi ottant’anni.
E alle ottanta primavere si avvicina anche l’iniziativa che più l’ha caratterizzata per tutta la seconda metà del secolo scorso e che ancora continua ad essere l’evento al quale il Consiglio dedica il meglio delle sue risorse. Stiamo parlando del «Cestén ‘d Nadal», il pacco natalizio che la Famija distribuisce ai poveri in occasione delle feste natalizie.
In preparazione
Il cestino non è più un cesto ma una borsa di plastica, dentro non c’è più il pollo che ci veniva messo negli anni Cinquanta e Sessanta, ma ci sono i prodotti generosamente donati da alcune aziende del territorio insieme a quelli acquistati dalla Famija grazie alle donazioni spontanee di aziende e cittadini. Nella sede di Barriera Bixio, in questi giorni si sta alacremente lavorando per mettere insieme il più alto numero possibile di «Cestén». «Ci teniamo molto - dichiara Maurizio Trapelli, che, oltre ad indossare i panni del Dsèvod è da qualche mese tornato ad essere presidente della Famija, carica che aveva già ricoperto per 4 anni dal 2013 al 2017 - perché è una tradizione alla quale non possiamo rinunciare, ma soprattutto per cercare di dare una piccola ma significativa risposta a tante famiglie che hanno bisogno e che sono purtroppo in aumento».
«Già 140 richieste»
I dati parlano chiaro: «L’anno scorso siamo riusciti a fare 250 pacchi a fronte di 340 richieste, e quest’anno, in 4 giorni, da quando abbiamo aperto le prenotazioni, sono già arrivate 140 richieste - fa sapere Trapelli -. Per la maggior parte si tratta di famiglie immigrate, tutte regolari, ma da un paio d’anni a questa parte si presentano anche un numero significativo di italiani in difficoltà per i più svariati motivi. Il nostro obiettivo è quello di predisporre almeno 250 Cestén come negli anni passati, ma il risultato non è affatto scontato. Per questo ringrazio aziende come Barilla, Parmalat, Mutti, Molino Grassi che ci forniscono i loro prodotti per tutti i pacchi, altre aziende che ci danno una mano, come il Consorzio del Parmigiano Reggiano e associazioni come AScom».
La richiesta di aiuto si moltiplica: «Faccio un appello anche ad altre aziende di qualunque tipo e ai singoli cittadini di Parma - prosegue il presidente - affinché in questi giorni ci destinino un contributo in denaro per acquistare gli altri generi alimentari da inserire nei pacchi: olio, formaggio, caffè, panettone, cotechini. I Cestén sono tutti uguali, con una sola eccezione: non si inseriscono insaccati per le famiglie che dichiarano di non mangiare maiale».
Per chiedere il Cestén
Per presentare le domande alla segreteria in viale Vittoria 6/A, tutte le mattine dalle 9 alle 12, c’è tempo fino al 22 novembre prossimo. Le richieste vanno compilate sull’apposito modulo e consegnate corredate del conteggio Isee (unico requisito utilizzato per la graduatoria degli aventi diritto). «Non ci sono limiti, invece, per chi intende contribuire con una donazione – specifica ancora Trapelli – Parma è sempre stata generosa, ma con il tempo la platea degli offerenti si è andata riducendo: prima erano centinaia, ora facciamo fatica ad arrivare a 100. E meno offerte si traducono in meno pacchi da distribuire».
Come donare
Rispondere all’appello è facile: «Le offerte possono essere portate direttamente in segreteria oppure si può fare un bonifico bancario sul conto dell’associazione aperto su Credit Agricole, agenzia 5, piazzale Barbieri, intestato a Famija Pramzana Aps – spiega il tesoriere Giovanni Marutti – indicando nella causale “Pro Cestén ‘d Nadal”. L’Iban è il seguente: IT06A062301270-5000035255203.
Le offerte sono pure detraibili dalle tasse. L’appello vale naturalmente anche per i nostri 300 soci». Anche la cultura è chiamata a dare una mano: la vicepresidente Mirella Cenni sta organizzando una serie di eventi culturali per raccogliere offerte di autofinanziamento, denominati «Insèmma pr’al cestén ‘d Nadal». Il primo è un coro Gospel già andato in scena alla chiesa di Ognissanti in ottobre, il prossimo appuntamento è per il 23 novembre alle ore 16, sempre nela chiesa di Ognissanti, con il concerto del coro Renata Tebaldi, mentre quello conclusivo, che si terrà il 13 dicembre alle ore 16 all’oratorio di Sant’Ilario, è ancora in fase di definizione, ma vedrà entrare in scena diversi artisti per il gran finale. La consegna dei Cestén è prevista per il 14 dicembre nella sede della Famija: «Speriamo di poter accontentare il più alto numero di richiedenti possibile – conclude il Dsèvod rivolgendosi ai parmigiani di buona volontà – anzi, dateci una mano a fare un pacco per tutti».
Antonio Bertoncini
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