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PATTEGGIAMENTO

«Sarò tranquillo quando sarai sottoterra». E per anni umilia e riempie di botte l'ex compagna

«Sarò tranquillo quando sarai sottoterra». E per anni umilia e riempie di botte l'ex compagna

15 Novembre 2025, 03:01

Un lungo pezzo di vita insieme. Diciotto anni di cui Gabriella (la chiameremo così) fatica a ricordare i sorrisi, l'affetto, il cuore leggero. Sa che ci sono stati, ma da troppo tempo ha cominciato ad avere paura. E a odiarsi per le troppe volte in cui ha perdonato, è tornata accanto a lui. Sudditanza, ma anche paura di quell'uomo, tredici anni più giovane di lei. Perché quando Gabriella sembrava decisa ad andarsene per la sua strada, lui le teneva il fiato sul collo: insulti, minacce, appostamenti, ma anche violenze, a volte brutali. Fino allo scorso giugno, quando l'agguato era scattato in strada, poco dopo che Gabriella era uscita di casa, e un passante aveva chiamato i carabinieri. Era stata umiliata, anche con richieste sessuali estreme, picchiata e scaraventata a terra con tanta violenza da fratturarsi una spalla. Accusato di stalking pluriaggravato e lesioni aggravate, l'uomo - 47enne, residente in provincia - ha deciso di patteggiare: 1 anno e 4 mesi, la pena concordata. Il gup Sara Micucci gli ha concesso la sospensione, a patto che partecipi a un percorso di recupero in un centro specifico.

Non erano mai andati a vivere insieme, eppure quella relazione, tra addii e riappacificazioni, andava avanti dal 2007. I primi cinque anni erano trascorsi abbastanza serenamente. Un tempo lontanissimo, quasi cancellato dall'ondata di odio che poi ha travolto Gabriella, perché già nel 2012 erano cominciati i primi litigi violenti. Per alcuni mesi lei si era allontanata, poi si era riavvicinata. Un copione che si era ripetuto più volte. Difficile staccarsi in modo definitivo per Gabriella, forse, ma è altrettanto vero che quando ci provava, si sentiva braccata. Lui non le dava tregua con messaggi e telefonate, compariva all'improvviso sotto casa o nei luoghi in cui sapeva di poterla incontrare e non perdeva occasione per mortificarla: «Non vali niente, non capisci un c...».

Si sentiva sull'orlo di un precipizio. Terrorizzata al punto da girare sempre con lo spray al peperoncino in borsa. «Sarò tranquillo quando tu starai sottoterra», si era sentita dire l'ultima volta che si erano incontrati, il 2 giugno scorso, prima dell'aggressione sotto casa: altri schiaffi e calci, fino all'arrivo dei carabinieri. Ai quali, poi, aveva raccontato il suo dolore.

Aveva ripercorso soprattutto gli ultimi anni, a partire dal 2020, quando lui, dopo aver preso a calci una gomma della sua auto, le si era avventato contro spingendola a terra: una frattura all'omero che tuttora le crea problemi. Aveva parlato anche di quel giorno del 2022, quando si era ritrovata le sue mani attorno al collo, immobilizzata sul divano dal ginocchio di lui che premeva sulle costole. E l'anno dopo l'aveva riempita di calci alle gambe.

Feroce. Fino all'ultimo incontro.

Georgia Azzali

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