Sicurezza stradale
Succede quasi sempre con il sole, durante la settimana al martedì attorno alle tredici e al mercoledì verso le venti, mentre al sabato occhi aperti tra le dieci e mezzogiorno. Sono questi, in estrema sintesi, i momenti in cui a Parma e provincia si rischia di più ad andare in bicicletta. Lo certifica un'indagine del Politecnico di Milano che ha catalogato gli oltre 164mila incidenti che in Italia hanno avuto come vittima un ciclista. Un vero e proprio atlante del fenomeno che raccoglie l'enorme archivio Istat dal 2014 al 2023 supportato dai dati di Aci, forze dell'ordine e ministero dei trasporti. Un monitoraggio unico del suo genere che restituisce una mappa dettagliata di quanto successo in dieci anni sulle strade italiane, parmensi comprese. L'analisi riporta non solo feriti e morti, suddivisi per sesso ed età, ma anche i mezzi coinvolti negli incidenti e su quale tipo di strada sono avvenuti i sinistri, arrivando a specificare pure il contesto (arteria a una o due corsie, strada rettilinea, curva, rotatoria e molto altro).
A Parma e provincia, nei dieci anni presi in esame, ci sono stati in tutto 2.484 incidenti, di questi 27 purtroppo hanno registrato una vittima. Gran parte sono avvenuti nel capoluogo: 1.895 con undici vittime. Alle spalle di Parma ci sono Fidenza con 137 sinistri, Collecchio 47, Noceto 42, Traversetolo 41, Felino 37 e Salsomaggiore con 28. A quota zero sono rimasti solo Compiano, Pellegrino, Tornolo, Valmozzola e Varsi.
Per quanto riguarda i decessi, dopo Parma c'è Fidenza che piange quattro vittime, poi Montechiarugolo, Noceto e Sissa Trecasali con due. Contano un incidente mortale anche i comuni di Busseto, Colorno, Neviano, San Secondo, Terenzo e Traversetolo.
L'andamento nei dieci anni è stato pressoché costante. Nonostante i numerosi interventi per migliorare la viabilità su due ruote (nuove piste ciclabili in primis) i sinistri dal 2014 al 2023 sono sempre stati annualmente attorno ai 240-280 casi. Unica eccezione il 2020 con 159 incidenti ed una sola vittima, ma il crollo è dovuto non tanto ad un miglioramento della sicurezza stradale quanto al lockdown per il Covid. Se si esclude il 2020, l'anno con meno incidenti è stato il 2021 (237 e un morto), il peggiore il 2017 con 282 sinistri in tutto e ben sei vittime.
Un andamento che si conferma anche per la sola Parma dove dai 210 casi del 2014 si è scesi negli anni seguenti sino a 176 (2016) ma il numero, escludendo sempre il 2020, è tornato a salire sfondando nuovamente quota 200 negli anni successivi.
Un altro indicatore importante è quello riferito ai decessi. Nelle 27 vittime di Parma e provincia la gran parte, circa il 43%, è composta da uomini con più di 65 anni, poi, 21% dei casi, maschi di età compresa fra i 30 e i 44 anni e fra i 55 e i 64 anni. Tre invece le donne morte in sella ad una bicicletta, una di loro aveva meno di 29 anni. Nelle statistiche del Politecnico di Milano non ci sono invece minorenni: al di sotto dei 18 anni si segnalano solo 55 feriti, di questi quattro avevano un'età inferiore ai 9 anni.
Lo scontro con un'auto è la casistica più frequente. Sono il 73,75% del totale di quelli registrati nei dieci anni presi in esame a Parma e provincia. Ci si fa male anche cadendo da soli quando si è in sella (7,93%) ma poi seguono a ruota gli scontri con veicoli commerciali (5,88%) e motocicli (4,43%).
Detto che le strade urbane risultato le più pericolose dal punto di vista del numero di incidenti (89% del totale), l'attenzione massima deve essere riservata quando si percorre un rettilineo di una strada a doppio senso di marcia. Gli incidenti in questo tipo di arteria sono il doppio più frequenti che sugli incroci. Capitolo a parte per le rotatorie, nota dolente non solo per chi va in bicicletta. 156 gli incidenti su questo tipo di incrocio, gran parte a Parma città. Sulla dinamica i dati non lasciano dubbi: lo scontro frontale è decisamente il più frequente e sono solo poco più del 10% i casi di incidenti dovuti a fondo bagnato o sdrucciolevole, un elemento che fa emergere ancora di più come in bicicletta si rischia la vita non tanto per un proprio errore o condizioni meteo ma per l'interazione con gli altri mezzi presenti sulla strada.
Una geografia del pericolo che vede, in termini assoluti, il nord Italia maggiormente nel mirino. La Lombardia è infatti in vetta per numero di incidenti stradali con 41.502 sinistri nei dieci anni considerati, subito dopo si piazza l'Emilia-Romagna con 30.447 fenomeni. Dietro la nostra regione ci sono Veneto (32.139) e Toscana (16.742). Queste quattro regioni assieme contano complessivamente il 70% di tutti gli incidenti ciclistici del Paese. In coda alla graduatoria nazionale ci sono invece Basilicata (303), Valle d'Aosta (179) e, ultimo, Molise (123).
Scendendo ai soli dati della regione Emilia-Romagna si scopre che, in termini assoluti, la provincia di Parma è una delle realtà dove, fortunatamente, si sono registrati meno incidenti. In vetta c'è Bologna con 4.853 casi, seguita da Modena (4.679), Ravenna (3.624), Rimini (3.616), Reggio Emilia (3.467), Forlì-Cesena (3.416), poi Parma (2.484) davanti solo da Ferrara (2.301) e Piacenza (2.007). Dati su cui pesano, ovviamente, anche il numero di spostamenti che si effettuano in bici rispetto alla totalità della mobilità urbana ed extraurbana. Un dato che per Parma si attesta al 9,11%, il terzo migliore di tutta la regione.
L'analisi del Politecnico di Milano fotografa solamente la situazione delle strade italiane non offre soluzioni. Un monitoraggio con numeri colossali che però fa emergere come viaggiare in bicicletta resti comunque «da bollino rosso». Nonostante gli interventi stradali. la creazione di nuove piste ciclabili, gli incidenti infatti non calano. Le sole infrastrutture quindi, è evidente, non bastano, serve una vera educazione stradale, a tutte le età.
Giuseppe Milano
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata