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Palazzo Pigorini, le foto di Steve McCurry

Palazzo Pigorini, le foto di Steve McCurry

22 Novembre 2025, 03:01

Stefania Provinciali

Col suo modo unico di guardare il mondo Steve McCurry (Philadelphia 1950) è protagonista fino al 12 aprile a Palazzo Pigorini di una grande mostra dal titolo quanto mai allusivo al suo «fare» fotografia: «Orizzonti lontani». Il percorso espositivo non segue un criterio cronologico o geografico, ma accosta le immagini per affinità di soggetti, emozioni e atmosfere, cercando i fili invisibili che legano persone e luoghi, anche lontanissimi tra loro, così da evocare quel senso profondo di umanità che si respira in ogni scatto.

Esposte immagini realizzate in oltre quarant’anni di carriera, dal Sud-Est asiatico, alla Cina, al Sud America e in molte altre parti del mondo, dove ogni volto ritratto è un concentrato di storie, emozioni, dolore, speranza, paura e bellezza.

«Ho imparato a essere paziente. Se aspetti abbastanza, le persone dimenticano la macchina fotografica e la loro anima comincia a librarsi verso di te» ama raccontare il fotografo, uno dei più grandi narratori visivi del nostro tempo.

Membro dell’agenzia Magnum dal 1985, vincitore di numerosi riconoscimenti fotogiornalistici, tra cui il prestigioso World Press Photo Award, McCurry è autore di uno degli scatti più iconici della fotografia mondiale: il ritratto della ragazza afghana dagli occhi verdi, pubblicato sulle pagine di National Geographic e divenuto simbolo universale del conflitto. La sua fotografia, «a colori» nel senso più ampio del termine, è punto di riferimento per un vastissimo pubblico, specialmente tra i giovani.

La mostra è stata inaugurata ieri dal vicesindaco e Assessore alla Cultura, Lorenzo Lavagetto «una proposta, questa, che rappresenta un’ulteriore alternativa culturale per la città e insieme è valorizzazione di Palazzo Pigorini che ben si presta con le sue stanze e la sua atmosfera di luogo familiare ad ospitare percorsi espositivi». Sono intervenuti Daniel Buso, fondatore e direttore artistico di Artika , che in collaborazione con Orion57 e il Comune di Parma, ha prodotto l’evento, e la curatrice Biba Giacchetti, profonda conoscitrice del lavoro di McCurry che ha illustrato il percorso espositivo allestito sui due piani del palazzo: un viaggio privo di coordinate limitanti, quasi un’esperienza onirica tra le icone del fotografo, così che ogni visitatore potrà lasciandosi ispirare, fotografia dopo fotografia, in assoluta autonomia e libertà.

Tra gli ambienti protagonisti degli scatti di McCurry emerge l’Afghanistan: un Paese del quale restituisce scatto dopo scatto i lati oscuri, fra episodi di violenza e di segregazione, pur lasciandone trapelare l’umanità rintracciabile nei minatori di Pol-e-Khomri, o nei bambini che affollano il bagagliaio di una Chevrolet degli anni ‘50: momenti di vita con cui McCurry si mostra maestro nel coglierne l’essenza attraverso volti e gesti. E poi l’India in tutte le sue roboanti sfaccettature.

La passione del fotografo per l’India è tra le più antiche, con il suo trasferimento nel paese all’età di 28 anni. Da questo paese provengono infatti alcuni degli scatti di personaggi che lo stesso artista identifica come amici: l’anziana signora di Vrindavan, il mago del Rajasthan con la barba decorata di arancione o il sarto che trasporta la sua macchina da cucire in piena stagione delle piogge.

Esposte troviamo foto che raccontano i grandi mausolei come la pagoda di Mingun, la Roccia d’oro di Myanmar in Birmania, imponente masso che si dice sia in equilibrio su una ciocca di capelli di Buddha, e il complesso monumentale di Angkor in Cambogia, oggi tra le mete turistiche più frequentate del paese. C’è anche una stanza dedicata ai disastri delle guerre, tra scatti capaci di mostrare conflitti tanto diversi e tanto uguali nella loro drammaticità in ogni Paese del mondo. Orari di apertura: mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19. Lunedì e martedì: chiuso. La biglietteria chiude 30 minuti prima. I biglietti possono essere acquistati direttamente in mostra o su www.midaticket.it euro 14 biglietto intero.

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