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Aumentano i ricavi: + 5%

Aumentano i ricavi: + 5%

di Patrizia Ginepri

04 Dicembre 2025, 03:01

Aumentano i ricavi, si consolidano i valori patrimoniali e migliorano, nel complesso, gli indicatori di rischio finanziario. Dati alla mano, arrivano segnali positivi dai bilanci 2024 delle imprese parmensi. L'analisi condotta dal gruppo di lavoro rappresentato dai docenti del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell'Università di Parma Pier Luigi Marchini e Veronica Tibiletti ha fornito innumerevoli spunti di riflessione nella giornata di presentazione della seconda edizione di Top Imprese Parma.

E' stato lo stesso professor Marchini ha delineare il quadro del 2024 attraverso i numeri di mille aziende del territorio, un campione altamente significativo del sistema economico parmense, classificate per volume di ricavi. «Si tratta di un numero rilevante di imprese – precisa subito – che arriva a inglobare 124 grandi imprese, 349 medie imprese e 527 piccole imprese».

I numeri aggregati

Il primo dato fornito da Marchini riguarda i ricavi complessivi delle prime mille aziende del Parmense nel 2024: 39,4 miliardi di euro in aumento di oltre il 5% rispetto al 2023. Che poi precisa: «La dinamica che riscontriamo è analoga a quella rilevata nell'indagine dello scorso anno; tuttavia, mentre allora la crescita era in parte influenzata dal forte impatto dell'inflazione sui prezzi di beni e servizi, nel 2024, anno caratterizzato dalla presenza di un tasso medio d'inflazione contenuto intorno all'1%, l'aumento dei ricavi può essere interpretato come un rafforzamento effettivo e reale dell'attività economica delle imprese parmensi».

Buone notizie anche dai valori patrimoniali. I valori del totale degli assets di bilancio e del patrimonio netto aggregato, salgono rispetto all'anno precedente, del 3,8% e del 7,4%, mentre il valore totale dell'equity passa dai 18 miliardi di euro del 2023 ai 19,3 miliardi di euro del 2024, a testimonianza di un rafforzamento del «finanziamento interno» delle imprese del campione.

Proseguendo con l'analisi del campione nel suo complesso, Marchini evidenzia come «il valore del risultato operativo e il valore dell'utile presentino variazioni nettamente più moderate rispetto al margine operativo lordo. Il risultato operativo aggregato sale dell'1,7%, mentre l'utile aggregato scende del 6,5% attestandosi a un valore complessivo di 1.776 milioni di euro». Del resto il 2024 ha fatto registrare un impatto significativo del valore degli ammortamenti, che denota una rilevante attività di investimento, ma al tempo stesso si evidenzia come le Top Imprese parmensi non siano riuscite a realizzare compiutamente l'aumento della marginalità sul risultato economico finale a causa delle dinamiche negative di carattere non operativo e fiscale.

Indicatori di redditività

Come sottolinea Marchini, «il campione rivela un lieve aumento sia per quanto riguarda la redditività delle vendite (Ros) che passa dal 6,7% del 2023 al 6,8% del 2024, sia per quanto concerne la redditività del capitale investito (Roi) che sale dal 7,5% al 7,6%”. Si tratta di crescite più contenute rispetto all'anno precedente. Per quando riguarda invece la redditività dei soci, il Roe scende dall'11,3% al 10,2%, calo da attribuire in parte all'incremento della patrimonializzazione delle imprese da parte dei soci, avvenuta per importi più significativi rispetto a quelli riscontrati con riferimento agli utili 2024. Scorrendo i numeri, si possono cogliere riscontri positivi dall'andamento degli indici di rischiosità finanziaria medi. L'economista sottolinea, in particolare, un più marcato miglioramento dell'indice di indebitamento, che passa da un valore di 10,1 nel 2023 al 9,1 del 2024. Sostanziale stabilità, invece per l'indice di copertura degli oneri finanziari, che passa dal 49,6 al 50,4.

«Il miglioramento di entrambi gli indicatori – spiega Marchini – può essere correlato alla prosecuzione di politiche di autofinanziamento già riscontrate nel 2023, ma anche alla riduzione degli oneri finanziari a seguito dei tassi inferiori riscontrati nel 2024».

Nel corso della presentazione dell'analisi sono stati forniti numerosi altri dati. Ad esempio, dal punto di vista dell'occupazione, tra sedi italiane ed estere, le prime mille imprese di Parma e provincia, hanno occupato complessivamente nel corso del 2024, 115.688 unità, dato in crescita del 7,3% rispetto al 2023. «E' interessante – sottolinea Marchini – come a fronte di un aumento del numero di lavoratori dipendenti, si accompagni una crescita analoga del costo del lavoro per le imprese: +7,6%».

Lo scenario generale

Lo studio dell'Università di Parma si colloca in uno scenario nazionale in cui il prodotto interno lordo italiano è cresciuto dello 0,7%. L'inflazione invece, come è stato accennato in precedenza, è risultata significativamente più contenuta. Marchini ha poi rimarcato che «l'attività economica ha risentito in particolare di un contesto internazionale meno favorevole delle attese, sia per una crescita inferiore della domanda estera di beni e servizi italiani, sia per un rallentamento più forte dei prezzi dei nostri concorrenti sui mercati internazionali». L'Emilia Romagna si conferma tra le regioni locomotiva in Italia, con una crescita del Pil dello 0,9%. Buono l'andamento di occupazione e investimenti, frenata del commercio con l'estero.

«La sfida futura si gioca sulle competenze – chiosa Marchini – perché le nostre imprese sono chiamate ad affrontare tre transizioni in contemporanea: digitale, green e organizzativa. Per crescere occorre fare rete».

Patrizia Ginepri

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