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Max Laudadio da «Striscia» al musical «Aladin»: «Il Genio che aspettavo da tanti anni»

Max Laudadio da «Striscia» al musical «Aladin»: «Il Genio che aspettavo da tanti anni»

17 Dicembre 2025, 03:01

Chi non vorrebbe vivere in un mondo in cui lampade magiche esaudiscono desideri, i tappeti possono volare e i sogni diventano realtà? Un mondo in cui tutto questo è possibile prenderà forma sul palcoscenico del Teatro Regio questa sera alle 21.

Una delle storie più celebri de «Le mille e una notte» rivive in «Aladin - Il musical di Stefano D’Orazio». Autore dello spettacolo, il batterista dei Pooh ha costruito il progetto sulle musiche della band. Dopo il successo della prima edizione, il musical è tornato nei teatri lo scorso anno in una versione rinnovata, diretta da Luca Cattaneo. A vestire i panni del Genio nel nuovo show è Max Laudadio, storico volto di «Striscia la notizia». L’artista, che ha una solida formazione in ambito teatrale, ha annunciato a fine novembre la decisione di lasciare il programma. Nonostante non abbia ancora reso noti i suoi progetti futuri, è certo che il teatro avrà un ruolo importante nel suo percorso.

Max Laudadio, cosa offre al pubblico questo musical?

«È un musical costruito su una scrittura magistrale di Stefano D’Orazio, che riesce a rendere la storia credibile e coinvolgente. Le musiche eseguite nelle tonalità originali, valorizzano al massimo le performance di un cast di altissimo livello. Anche le scenografie e gli effetti sono spettacolari: il tappeto volante vola davvero e il Genio compie magie sul palco. Inoltre, è uno spettacolo per tutti. Lascia i bambini a bocca aperta e rende gli adulti riflessivi perché tratta argomenti che fanno parte della nostra vita, come il ruolo della donna nella società, l’amicizia, l’amore».

È vero che interpretare il Genio era un suo desiderio da tanto tempo?

«Sì, già nel 2010, quando Stefano D’Orazio decise di realizzare lo spettacolo, mi presentai ai casting per il ruolo del Genio. Riuscii ad arrivare all’ultimo callback, ma alla fine scelsero Roberto Ciufoli perché, giustamente, in quel momento era più credibile di me dal punto di vista teatrale. Poi sono passati gli anni, Aladin si è fermato e Luca Cattaneo ha acquistato i diritti del musical. Quando è stato informato del fatto che io avrei potuto interpretare la parte, mi ha chiamato per offrirmi questa occasione».

Com’è la sua versione del Genio della lampada?

«Il Genio che porto in scena si ispira a quello del cartone animato Disney e del film con Will Smith. Ho cercato di tirar fuori tutta la follia e il divertimento del personaggio. Poi spesso si creano situazioni comiche determinate dal momento. Ad esempio, una volta stavo facendo una magia che non mi è venuta così ho dovuto trovare un modo per gestirla».

Quale passaggio del musical ama particolarmente interpretare?

«Amo il momento in cui esco dalla lampada. È un pezzo che mi è costato tanto allenamento e fatica perché si tratta di un monologo di 18 minuti dove interpreto voci, dialetti e faccio magie. Si conclude, poi, con una coreografia in cui ballo insieme ad altre sedici persone. Mi gratifica particolarmente perché in teatro, a differenza della televisione, la performance è “one shot”».

Com’è tornato al teatro dopo tanti anni?

«Quando mi sono trasferito dalla Toscana alla Lombardia, l’ho fatto proprio per fare questo: teatro, musical, recitazione. Poi la vita mi ha portato da un’altra parte e sono molto contento di aver fatto “Striscia” per tutti questi anni. Però il mio sogno nel cassetto è sempre rimasto lì. Quindi, nonostante facessi un altro lavoro, mi sono sempre tenuto pronto per poterlo realizzare. In questi vent’anni ho continuato a fare tip-tap, ad andare a scuola di canto e di ballo. E poi è successo».

Come ha deciso di lasciare «Striscia la notizia» e quali sono i progetti futuri?

«A “Striscia” ho imparato tantissime cose e non posso che continuare a ringraziare per quello che hanno fatto per me. È stata una decisione difficile, ma allo stesso tempo è stato un passaggio naturale. Semplicemente è arrivato un momento della vita in cui ho pensato di voler continuare ad aiutare le persone, ma di provare a farlo anche con altri mezzi. Ho alcuni progetti di cui non posso ancora parlare, ma sicuramente continuerò a fare teatro».

Info alla Puzzle di Parma, 0521.993628. Biglietti su www.ticketone.it e su www.vivaticket.it.

Elena Mangiarotti

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