Ordinato a Piacenza
Un passo importante. Una scelta di fede maturata nel tempo e condivisa con la propria famiglia.
Il giornalista 53enne Matteo Billi - collaboratore della «Gazzetta» da 13 anni - lo scorso 8 dicembre è stato ordinato diacono dal vescovo di Piacenza Adriano Cevolotto. Billi infatti da ormai dodici anni vive a Podenzano, un comune di novemila abitanti del piacentino, assieme alla moglie Barbara Sartori, collega giornalista del settimanale della diocesi di Piacenza.
Docente di religione
Docente di religione da quattro anni, Billi insegna nelle undici classi che compongono l'istituto comprensivo di Pianello Val Tidone. Da sempre impegnato in parrocchia - sia come collecchiese prima, che come piacentino d'adozione poi - ha compiuto questa scelta «come tappa di un cammino di fede che porto avanti fin da ragazzino».
Assieme a Billi sono stati ordinati diaconi Michele Politi, 65 anni, bancario in pensione, e Robert Bila Ngalula: classe 1997, proveniente dalla diocesi di Kabinda, nella Repubblica Democratica del Congo, che sta completando gli studi al Collegio Alberoni nel suo cammino verso il sacerdozio.
Le tappe
La scelta di diventare diacono «è partita da una proposta del mio parroco - racconta Billi -. Ho sempre “abitato” la parrocchia attivamente e dal 2017 sono ministro straordinario della comunione».
Alla fine dell'estate 2020 la prima proposta è stata accompagnata da un “no”. «Per un anno non abbiamo più toccato l'argomento - ricorda Billi -, ho proseguito i servizi in parrocchia fino a quando il mio parroco non mi ha ricordato che la proposta del diaconato era ancora valida». «Sono andato a parlare col sacerdote responsabile del cammino del diaconato - spiega - e ho compiuto un anno di discernimento». Al termine, la scelta di entrare tra i candidati e di compiere un cammino che dura quattro anni, così come previsto delle linee della Cei. «Lo scorso anno a ottobre sono diventato accolito - precisa - e prima ancora lettore» passaggi necessari prima dell'ordinazione a diacono.
Billi porta avanti il proprio servizio in parrocchia e anche attraverso l'insegnamento. «Un aspetto che mi piace particolarmente - osserva - è il servizio all'altare, ma anche il contatto quotidiano con le persone, sia in parrocchia che sul posto di lavoro, perché ricevo tante domande riguardanti il mio servizio ma anche i grandi quesiti legati a lutti e malattie. Dare risposte non è facile, ma cerco di essere un buon testimone».
Chi è il diacono
Il diacono permanente riceve il sacramento dell'ordine, ma è anche sposato. Può celebrare i battesimi, le esequie, impartire la benedizione, ma non può celebrare la messa e confessare.
Il legame con Collecchio
Matteo Billi è sempre rimasto legato a Collecchio e, più in generale, alla sua diocesi di origine. Non a caso, in occasione della sua ordinazione hanno partecipato alla celebrazione tanti amici. «In questo cammino la mia parrocchia e diocesi di origine mi sono sempre state vicine - rimarca -. Don Guido Brizzi Albertelli, un mese prima della sua morte, mi aveva mandato un bellissimo messaggio. Anche il vescovo Solmi mi ha mandato un messaggio in occasione dell'ordinazione. Ringrazio tutte le persone che sono venute all'ordinazione. Anche se sono qui, il legame con loro rimane forte».
Luca Molinari
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