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Lutto

I Saveriani danno l'addio a Marcello Zurlo: fu missionario in Brasile

I Saveriani danno l'addio a Marcello Zurlo: fu missionario in Brasile

24 Dicembre 2025, 03:01

«Camminiamo insieme, “sempre avanti”, colmi di entusiasmo per un percorso che si rinnova tutti i giorni».

Una frase che dice lo spirito di padre Marcello Zurlo, a cui i Saveriani hanno detto addio ieri al santuario San Guido Maria Conforti, prima del trasferimento della salma a Cittadella, in provincia di Padova.

Nei suoi 93 anni il saveriano - prima professione religiosa e missionaria nel 1950 a San Pietro in Vincoli, ordinazione presbiterale a Piacenza nel 1958 - ha svolto con passione tanti servizi e incarnato ruoli, a iniziare da vice parroco nel «Tempio Sacro Cuore», la parrocchia fondata dai Saveriani nel 1937 e nel 1977 affidata alla diocesi di Parma.

Direttore spirituale, vice superiore, economo e consigliere della regione d’Italia, nel 1979 spiccò il volo per il Brasile dove visse il suo servizio missionario: parroco, rettore del seminario di Abaetetuba, procuratore diocesano, superiore regionale del Brasile nord.

Nel 2014 è tornato in Italia per motivi di salute e dall’anno successivo ha vissuto nella comunità del IV piano nella casa madre di Parma. Compiuti 80 anni, padre Marcello si propose di cominciare a contare gli anni da capo: «Oggi ne compio uno. Per lo meno è più facile contarli! E succede la cosa più strana: ridiventi bambino. Che bello! Si comincia tutto di nuovo». E nel 2013 scrisse da Abaetetuba: «Ci proponiamo di fare nostra la “strategia della lumaca”, che rispetta i tempi propri e di ciascuno, capace di assaporare il gusto della vita senza farsi prendere dalla fretta, dall’ansia, perché una vita sola c’è stata regalata e ne dobbiamo cogliere ogni giorno la pienezza».

Per padre Ermanno Ferro, che condivise con lui cinque anni in Brasile, padre Marcello è stato «una persona di grande familiarità, una vita vissuta per gli altri. La gente gli voleva molto bene. Era sempre a contatto con i poveri che aveva difeso dai possidenti che volevano speculare su di loro. In quest’ultimo anno ho sperimentato la sua presenza cordiale e il suo servizio per la preghiera comune».

Laura Caffagnini

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