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Infermiera per 45 anni

Katia saluta la Rianimazione: «Siete stati la mia famiglia»

Katia saluta la Rianimazione: «Siete stati la mia famiglia»

31 Dicembre 2025, 03:01

Ieri Katia Ugoletti si è presentata, come ogni mattina, in ospedale per iniziare la propria giornata. Gli strumenti, le attività, le persone che l’infermiera 65enne conosce ormai da sempre, ma che ieri avevano un aspetto diverso dal solito.

Questo perché ieri è stato il suo ultimo giorno tra le corsie del reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore, a cui è legata professionalmente dal 1981. Quasi 45 anni d’impegno e dedizione in una struttura sanitaria molto delicata, dove l’infermiera ha sempre dato la priorità al rapporto con i pazienti e i familiari. «Professioniste come lei non esisteranno più», sottolinea Chiara Binaschi, coordinatrice infermieristica del reparto di 1° Anestesia e rianimazione.

«Un lungo percorso»

Insieme ai colleghi di una vita e quelli più giovani, ieri Katia Ugoletti ha così celebrato la fine di questo lungo percorso professionale, con una pensione in realtà già posticipata di due anni dalla stessa infermiera, «che faceva fatica a lasciare il lavoro di una vita», come racconta la collega Cristina Barraco. Nata a Bozzolo, in provincia di Mantova, Ugoletti arrivò a Parma per frequentare la Scuola d’infermieristica, dove conobbe la sua collega e amica Paola Ghirardi.

«Mi dovrò abituare»

«Parmigiana d’adozione», l’ormai ex infermiera è stata sempre un punto di riferimento per molte operatrici del reparto. «È importante soprattutto avere pazienza in questo lavoro. Poi la collaborazione serena con i colleghi e la passione per ciò che facciamo. Ultimo giorno in reparto? Non ho ancora realizzato - rivela Katia Ugoletti-, nei prossimi giorni mi dovrò abituare alla nuova routine. Il mio amore per questo lavoro deriva soprattutto dal rapporto con la grande famiglia della Rianimazione; la struttura è nata poco prima che arrivassi io nel 1981, quindi siamo tutti molto affezionati».

Tra le attività da sottolineare, soprattutto quella legata al prelievo di organi e tessuti, nota come «procurement», per cui Ugoletti è stata una delle pioniere nel reparto di Rianimazione di Parma alla fine degli anni Novanta, facendo nascere «una figura specializzata e un servizio dedicato», come spiega la coordinatrice Chiara Binaschi.

Volontariato e pazienti

Non solo in reparto, Ugoletti è stata sempre attiva anche in altre importanti iniziative per il sociale. Dall’associazione «Noi per loro», per alcune attività locali, in particolare nel «suo» quartiere San Leonardo, fino alla onlus «Operare per», con cui la 65enne sarà impegnata dal prossimo 4 gennaio per una missione umanitaria in Bangladesh. Esperienze a cui Ugoletti non ha mai rinunciato nonostante gli impegni in reparto, spinta dalla voglia costante di aiutare il prossimo. Un desiderio che dimostrava soprattutto in ospedale, stando sempre vicina ai pazienti e ai loro familiari, che «devono essere compresi», come sottolinea Ugoletti.

Un esempio di grande umanità, rappresentato al meglio da quell’immagine impressa nel cuore dei colleghi, in cui l’infermiera si prendeva cura di un piccolo paziente del reparto, «coccolandolo - come ricorda Cristina Barraco - e interrompendo il suo pianto inconsolabile».

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