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Intervista

Sicurezza, Tardini, rifiuti e Alta velocità: parla il sindaco

Sicurezza, Tardini, rifiuti e Alta velocità: parla il sindaco

02 Gennaio 2026, 03:01

Sindaco Guerra, dopo tre anni e mezzo di guida dell'Amministrazione, che voto si dà?

«Mai darsi voti da soli. Diciamo che sono molto soddisfatto fin qui e se devo proprio dare un voto lo do all’esperienza che è fare il sindaco, umanamente unica: 8».

Il provvedimento di cui è più orgoglioso e il rammarico più grande.

«La scelta di intervenire sulla discarica di Viarolo. Un’operazione di messa in sicurezza sul Taro che si attendeva da decenni e che eviterà un disastro ambientale. Fatta con senso di responsabilità vero, fuori da ogni spendibilità mediatica. Il rammarico più grande è la Pontremolese: voluta e votata da tutto il Consiglio comunale, importantissima per il nostro territorio e al palo per la mancanza di finanziamenti. Auspico che il Governo rimedi».

I tre principali obiettivi del 2026.

«La fine del Pnrr, che in primavera porterà con sé progetti decisivi in ogni punto della città, soprattutto in ambito sociale, abitativo, scolastico e sportivo. Il Palazzetto dello Sport, che tornerà, rinnovato, a funzionare sia per quel che riguarda l’attività sportiva che per quella spettacolare e per i concerti. Infine, la nuova vita dell’Ospedale Vecchio, attraverso un percorso di curatela innovativo che sta identificando in questi giorni la persona giusta. Grandi occasioni per Parma».

La maggioranza è unita?

«Mai stata unita come ora. Non smettiamo di discutere perché è solo così che si comprendono le cose nel profondo e si dà senso al confronto. Ma lo facciamo sempre per costruire».

Come sono i rapporti con vicesindaco e assessori?

«Si lavora in piena sintonia, nel clima giusto. C’è chiarezza sugli obiettivi e la consapevolezza del governare».

C’è all’orizzonte qualche cambiamento in giunta?

«No».

Tra poco più di un anno si vota: ha già deciso se si ricandiderà?

«C’è il tempo giusto per pensarci».

Qualcuno sospetta che sogni di correre per un posto in Parlamento.

«I miei pensieri sono concentrati ogni giorno su Parma. Quando raramente mi concedo il lusso di fantasticare sul futuro, non vedo scranni parlamentari, ho pensieri molto più collegati alla realtà».

C’è la possibilità di un allargamento della coalizione?

«In questo mandato ovviamente no, non ce ne sono né le ragioni né ormai le condizioni. Nel futuro penso invece sia assolutamente possibile. In questi tre anni ho visto che, almeno con alcune forze e realtà politiche cittadine, sono più le cose che uniscono di quelle che, pure, dividono. Anche dal punto di vista del modo di porsi e di ragionare sulla città. Se si discute a partire da cosa è bene per Parma il fronte si può allargare».

Nuovo Tardini: a che punto siamo?

«Confido a buon punto. Come si sa, la conferenza dei servizi è stata sospesa su richiesta del Parma calcio che intende lavorare a una variante di progetto che preveda il cantiere a fasi. Una scelta sotto ogni aspetto saggia, anche per non costringere i tifosi a vivere alcune stagioni lontano da Parma, rendendo difficoltoso il percorso della prima squadra. Il Parma sta lavorando alacremente e auspico possa arrivare presto il progetto per procedere spediti verso un impianto moderno e sostenibile. Noi siamo pronti».

Rilancio dell’aeroporto: cosa “legge” nel futuro?

«Un aeroporto passeggeri che collega Parma alle principali città europee e, da lì, al mondo. Un’infrastruttura che renda ancora più viva e internazionale la nostra comunità. La partita è stata tutt’altro che semplice e vanno ringraziati gli imprenditori che hanno economicamente salvato lo scalo con un forte senso di responsabilità verso il territorio. Noi e la Regione abbiamo fatto bene la nostra parte, sia sul versante “diplomatico” che su quello politico: senza la compensazione della tassa di imbarco l’aeroporto sarebbe fallito».

Come procede la trattativa per una fermata dell’Alta velocità a Parma?

«Contiamo sia presa molto sul serio. Esiste già un progetto tecnico molto solido, che peraltro, dopo Parma, potrebbe aiutare a rendere più capillare il sistema AV grazie alla novità delle fermate e non più delle sole stazioni. Abbiamo lavorato bene, anche qui in sinergia con i privati, per portare avanti un’istanza che viene da un intero e vasto territorio e che unisce tutta la politica. Abbiamo incontrato più volte il ministro Salvini, in un caso anche con il presidente de Pascale. Le ultime dichiarazioni del ministro fanno ben sperare. Del resto la fermata AV a Parma è ora una scelta politica, al netto delle recenti proposte dell’onorevole Russo, non condivise con città, Provincia e Regione e di fatto smentite anche da Salvini e Cavandoli».

A proposito di treni, un Frecciarossa cancellato è stato ripristinato dal ministro Salvini. Lo ha ringraziato?

«Certo e ho ringraziato anche l’ad di Trenitalia Strisciuglio con il quale sono stato in diretto contatto fin dall’arrivo della notizia e che ha dimostrato molta attenzione e soprattutto grande disponibilità nel tenerci aggiornati su ogni passaggio, tecnico e politico. Il modo giusto di guardare all’interesse dei territori, quando meritevoli».

Un giudizio flash sul Governo Meloni.

«Negativo. Mi preoccupano la disattenzione nei confronti delle emergenze sociali e i tagli fatti agli enti locali in un periodo duro come questo. Ci sono contraddizioni palesi, vedi il tema pensioni, e manca il coraggio di tornare indietro su decisioni sbagliate, vedi i centri in Albania. Inoltre ha fin qui fallito sulle politiche di sicurezza e immigrazione, che erano il principale cavallo di battaglia».

E sui parlamentari parmigiani?

«Con i nostri parlamentari i rapporti sono corretti e di collaborazione istituzionale a vantaggio di Parma: penso al Ponte Nord, con l’emendamento su cui ha lavorato Fabio Pietrella con Paola De Micheli e Laura Cavandoli, all’attenzione, vorrei sperare di tutti, sulla fermata AV, o al lavoro sul finanziamento del Festival Verdi richiesto dall’onorevole Pietrella».

Un tema sempre “caldo”, la sicurezza. Solo una «percezione» o un problema?

«Non parlo mai di percezione, anche se comprendo che sia un utile riflesso pavloviano per scatenare dibattiti poco utili. La sicurezza è un tema centrale e un diritto dei cittadini, a Parma e in tutte le città italiane. Se n’è parlato nel modo giusto all’ultima assemblea Anci, dove tutti i sindaci, da destra a sinistra, hanno detto la stessa cosa: basta scaricare il problema sulle città. La sicurezza è in capo allo Stato che deve dare le risposte agli italiani. Noi abbiamo investito milioni di euro a Parma per le assunzioni di nuovi agenti, per il turno notturno della Polizia locale, per aumentare la videosorveglianza e la pubblica illuminazione, per il progetto Street tutor (che ora piace a tutti, dopo che all’inizio qualcuno lo definiva inutile), per gli agenti di comunità. E continueremo a investire, in strumentazioni, formazione e nuove attività in accordo con il nuovo comandante. Non sottovalutiamo nulla, soprattutto le necessarie azioni sociali, perché molta insicurezza procede da sacche di povertà e mancata integrazione che vanno intercettate e curate a monte. Smettiamola però di dire che la sicurezza è in capo ai sindaci, perché si dice una cosa che non è vera. Ultimamente in diversi l’hanno cominciato a capire e ho sentito riconoscerlo in vari contesti. Le forze dell’ordine e la Prefettura stanno lavorando bene e lo dicono i dati su città e provincia. A loro va il mio ringraziamento e l’impegno a continuare a supportare ogni ulteriore azione che verrà decisa in Comitato ordine e sicurezza».

Molti reati sono commessi da giovanissimi.

«Questo è un dato preoccupante, che interroga noi adulti e denuncia un’aggressività minorile crescente. Non si pensi che riguardi solo giovani stranieri, sono molti anche gli italiani e le italiane che si sono resi responsabili di azioni criminali. Gli strumenti, in questi casi, oltre a essere minori sono anche più delicati. Bisogna lavorare sempre di più con le scuole e le varie reti sociali, aiutare le famiglie e sostenere chi purtroppo una famiglia non ce l’ha. Rimettere al centro la comunità educante, che non se ne frega e che unisce la forze contro questo genere di soprusi. Parma Capitale europea dei giovani dovrà servire anche a ristabilire un canale di questo tipo».

Il centro di Martorano è «provvisorio» ormai da anni. Soluzioni alternative in vista?

«Se ci fossero il prefetto lo avrebbe già chiuso, lo ha detto chiaro in diverse occasioni pubbliche. Il fatto è che gli arrivi non diminuiscono e Martorano dà ospitalità a molte persone che vengono mandate a Parma. Persone che in quel centro vivono senza creare tensioni anche grazie allo straordinario lavoro dei volontari, che vanno costantemente ringraziati».

Altro motivo di frequenti lamentele dei cittadini: la raccolta rifiuti.

«Uno dei temi su cui mi arrabbio di più. Con gli incivili che sporcano la nostra città abbandonando i rifiuti e costringendoci a pulire ogni giorno lo schifo che lasciano. E anche con Iren, che deve dare segnali più forti a una città come Parma. Avremo novità molto importanti a inizio 2026, le annunceremo presto».

Le opposizioni attaccano spesso la giunta per il degrado della città.

«Una parola che non mi piace, perché è vaga e buttata là per qualsiasi cosa, ogni tanto anche per situazioni di povertà che meriterebbero più umanità. Lavoriamo ogni giorno per una Parma che respinga il degrado e chi lo causa è fuori dalle più elementari logiche del viver comune. Che però Parma, come ogni tanto leggo, sia una città “sprofondata nel degrado” è falso, è propaganda bassa, lo dicono le rilevazioni e lo dice il record storico di presenze turistiche che non si otterrebbe se la città fosse quella che qualcuno si affanna a rappresentare cercando visibilità su reti televisive nazionali e portando un evidente danno all’immagine di Parma. Ciò detto, mai abbassare la guardia: aumenteremo controlli e sanzioni».

Il caso del mall e dell’orribile scheletro vedrà, finalmente, una soluzione?

«La sottoscrizione e la presa d’atto in giunta di un documento condiviso tra Comune, Provincia e Pud per la soluzione urbanistica di quell’area è stato un passo avanti molto importante. Ora bisogna dare concretezza a quanto fissato attraverso una programmazione che tuteli gli interessi di tutti».

Del Teatro Due e delle molestie alle attrici si parla in tutt’Italia: qual è la sua opinione e come pensa si possa rimediare al danno di immagine?

«Una storia terribile che ferisce la città. Bisogna separare chi ha responsabilità dal teatro come istituzione, altrimenti si rischia di trascinare nel fango un luogo di cultura che la città ama e frequenta e che per anni ha ospitato artisti, prodotto arte e contribuito a portare valore a Parma. Chi chiede di definanziare il Due sbaglia bersaglio e mette pure a rischio dei lavoratori. So che sono giorni di riflessione seria e doverosa anche dentro il teatro, soprattutto dopo l’incontro pubblico di una decina di giorni fa. Il mio pensiero va alle attrici che hanno subito questa violenza da una persona che ha recato un danno enorme al Teatro Due e a Parma. Sono certo che arriveranno i segnali giusti, oltre quelli arrivati subito con l’estromissione da tutto del regista in questione».

Ha detto più volte che il suo sogno era dare una nuova vita all’ex scalo merci: a che punto siamo?

«Nel mese di gennaio lo scalo verrà liberato così da consentirne la messa in sicurezza che prelude all’avvio del cantiere nella parte pubblica di quell’area, che com’è noto è di estensione minore di quella privata. I nostri servizi sono già al lavoro e quindi nel 2026 anche questa antica ferita si vedrà medicata».

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