MARTORANO
Se qualcuno fosse passato a Martorano il pomeriggio del 28 dicembre, si sarebbe fatto coinvolgere volentieri nel clima festoso che 120 ragazzi con i loro operatori della cooperativa World in Progress avevano creato.
Gli ingredienti di questa festa erano già molto promettenti: interculturalità, amicizia, il linguaggio universale della musica, della danza e del cibo simbolico delle feste.
Per alcune ore l'atmosfera di convivialità e l'emozione del «sentirsi a casa» ha prevalso sulle probabili nostalgie che queste persone, provenienti dai paesi più lontani, coltivano quotidianamente.
Ed era questo lo scopo che Mohamed Kebe della cooperativa World in Progress e la Protezione civile di Parma che gestiscono per la Prefettura gli ospiti a Martorano, insieme all'assessorato all'intercultura del Comune di Parma avevano quando hanno pensato di realizzare un momento di festa coerente con lo spirito natalizio che nelle nostre case ognuno stava vivendo.
Erano presenti amici della Consulta dei popoli e della Comunità di Sant'Egidio, la Comunità senegalese sempre disponibile con nuovi giovani volti.
L'idea vincente è stata quella di mettere in luce le caratteristiche artistiche e musicali dei singoli paesi da cui provengono gli ospiti di Martorano, con un simpatico spirito competitivo dei migliori ballerini e danzatori in ogni paese, Bangladesh, Pakistan, Egitto, Tunisia e Ghana, che hanno ricevuto anche dei simpatici premi.
Prima della apprezzatissima merenda a base di datteri, torrone, panettone e mandarini, con la consegna di una targa il sentimento di gratitudine è andato al direttore sanitario della Croce Rossa dottor Bisbano e al dottor Bandini in rappresentanza di tutti i medici che operano anche volontariamente nel Centro. Una targa molto significativa è stata donata anche a Stefano Camin, responsabile della Protezione civile di Parma capofila del servizio di gestione del Centro di Martorano.
Hanno partecipato attivamente alla festa l'assessora Daria Jacopozzi, i consiglieri comunali Gabriella Corsaro, Giulio Guatelli, Victoria Olouboyo e Sandro Campanini. In tutti è emersa la volontà di non lasciare questa festa un momento isolato ma di replicarla nei prossimi mesi per non abbandonare questo clima di amicizia e di interculturalità che serve a tutti noi.
r.c.
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