In pieno giorno nel quartiere Montanara
Approfittando degli ultimi giorni di vacanza volevano andare in biblioteca per scegliere qualcosa da leggere.
Quei libri però, purtroppo, non li hanno trovati: ma hanno vissuto un brutto momento che per un po' non sarà facile dimenticare.
Tredici anni appena: questa l'età dei tre ragazzini rapinati ieri mattina, intorno alle 11.30, nella zona di via Montanara. Una rapina è sempre una esperienza che lascia il segno: se ci aggiungete che si sono visti persino puntare addosso un coltello questo è davvero un brutto modo di iniziare l'anno.
I tre, come detto, si sono diretti dalle loro abitazioni verso la biblioteca dove pensavano di prendere qualche pagina intrisa d'avventura con cui riempirsi le giornate, prima che arrivasse la noia dei compiti.
Ma la biblioteca era chiusa e quindi, senza nessun sospetto o timore, hanno deciso di fare due passi lungo via Montanara. «A mezza mattina, a due passi da casa, cosa vuoi che possa succedere?». Già dovrebbe essere così: ma quando capita la giornata sbagliata tutto può prendere una diversa piega.
Arrivati all'altezza dell'edicola i tre ragazzini sono stati avvicinati da altri due giovanissimi: ad una prima occhiata potevano dimostrare, al massimo, un paio d'anni in più, lineamenti stranieri e facce ragazzine. Ma non erano del genere che cerca nei libri le emozioni.
I due gli si sono piazzati davanti e hanno chiesto ai tre più piccoli se avessero qualche euro da dare. Ancora non parevano aggressivi, non facevano paura: e ottenuta una risposta negativa hanno fatto il gesto di allontanarsi. Ma il piano, è evidente, era ben diverso.
I piccoli si sono infatti diretti di nuovo verso casa, in direzione di via Aleotti, e la coppia di quelli un po' più grandi hanno percorso la stessa strada, ma percorrendo l'altro marciapiede. E ancora niente poteva creare sospetto. Arrivato a metà di via Aleotti il terzetto, però, se li è trovati di nuovo davanti. Stavolta non hanno perso tempo a parlare.
Uno dei due ha infatti affrontato uno dei più piccoli e gli ha strappato la cuffia che portava in testa: ed è stato rapido e deciso come chi sappia come si fanno queste cose. La vittima, sorpresa ma non troppo, ha reagito d'istinto e ha provato ad afferrare il braccio dell'altro che, però, era pronto. E con un gesto fluido imparato forse guardando le serie tv ha estratto un coltello a serramanico e ha fatto scattare la lama. È stato un attimo: ma per una frazione di secondo il solo rumore è stato quello del metallo.
I tre ragazzini, compreso che a quel punto ci si poteva fare molto male hanno fatto la sola cosa sensata: a passo svelto hanno raggiunto la casa più vicina e avvisato i genitori. Mentre gli altri due, senza nemmeno troppa agitazione, sono svaniti tra le case.
I tredicenni hanno quindi spiegato nel dettaglio e i familiari, a loro volta, hanno allertato i carabinieri che hanno inviato nella zona una pattuglia per una prima ispezione. Che per il momento però non avrebbe permesso di rintracciare la coppia.
Tuttavia in quel tratto di strada, sia in via Montanara sia in via Aleotti, sono presenti alcune telecamere che potrebbero avere ripreso l'accaduto. E qualche dettaglio utile per dare un nome ai due baby rapinatori.
«È incredibile che possa avvenire un episodio del genere in pieno giorno e in strade che a quell’ora sono piene di persone-, ha commentato con comprensibile amarezza il padre di uno dei ragazzi - . Per fortuna il quartiere Montanara è una zona tranquilla e ci si augura resti un fenomeno isolato, ma è giusto parlare di quanto successo ai nostri figli perché tutti alzino il loro grado di attenzione. Le forze dell’ordine fanno già tantissimo, e i carabinieri sono stati immediatamente disponibili, ma sono i residenti che devono fare la differenza e tenere gli occhi ben aperti. Due ragazzini con un coltello devono essere subito fermati prima che possa succedere qualcosa di veramente più grave. I giovani hanno tutto il diritto di poter fare un giro all’ora di pranzo lungo la strada principale del loro quartiere. Fortunatamente in quartiere ci si conosce: e speriamo che grazie alla solidarietà e alla collaborazione di tutti si possa isolare chi commette queste cose».
Luca Pelagatti
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