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Sanità

Ospedale, l'esordio della tecnologia robotica per sconfiggere il tumore alla vescica

Ospedale, l'esordio della tecnologia robotica per sconfiggere il tumore alla vescica

09 Gennaio 2026, 18:47

All’Azienda ospedaliero-universitaria è stato eseguito per la prima volta un intervento di cistectomia radicale con tecnica robotica, un traguardo significativo per la sanità del territorio, reso possibile grazie a competenze cliniche di alto livello, a investimenti tecnologici importanti in grado di offrire cure sempre più efficaci e sicure.

La cistectomia radicale è l’intervento di riferimento per i tumori infiltranti della vescica e prevede l’asportazione completa dell’organo, seguita dalla ricostruzione delle vie urinarie. Si tratta di una delle procedure più impegnative in ambito urologico, per la complessità tecnica e per la delicatezza delle strutture coinvolte.

«Portare a Parma la cistectomia radicale robotica significa ampliare l’offerta di chirurgia ad alta complessità per i nostri pazienti e rafforzare il ruolo della nostra struttura, un livello in linea con i migliori standard nazionali e internazionali», sottolinea Umberto Vittorio Maestroni, direttore dell’Urologia dell’Azienda ospedaliero-universitaria.

L’utilizzo della chirurgia robotica rappresenta un passo avanti decisivo. Grazie alla visione tridimensionale ad alta definizione e alla precisione dei movimenti del sistema robotico in uso all'ospedale Maggiore, l’intervento, eseguito con un approccio mini-invasivo, si traduce per il paziente in riduzione del dolore post-operatorio, minor rischio di complicanze, tempi di recupero più rapidi con un ritorno anticipato alle normali attività quotidiane.

Benefici che incidono in modo significativo sulla qualità della vita del paziente, già nelle prime settimane dopo l’intervento.

L’unità operativa di Urologia utilizza il robot chirurgico da oltre sei anni, con risultati consolidati nel trattamento dei tumori della prostata e del rene e di alcune patologie funzionali. L’estensione della tecnica robotica alla cistectomia radicale rappresenta quindi un’evoluzione naturale di un percorso già avviato.

«Un risultato – conclude Maestroni - che coniuga assistenza, ricerca e formazione ed è frutto del lavoro d’équipe multidisciplinare, che oltre all’Urologia vede coinvolta l’unità operativa di 2ª Anestesia e Rianimazione, diretta dalla professoressa Elena Bignami, infermieri e personale tecnico e sanitario altamente specializzati».

r.c.

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