Tribunale
Forse pensava di andare a bersaglio, chissà dove e chissà come, pedalando per la città con una pistola a gas nello zainetto. In realtà, a far centro quel giorno fu una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile di via delle Fonderie. Fermato l'allora 42enne di origini filippine, i carabinieri scoprirono l'ingombrante bagaglio che portava con sé. Ingombrante non per dimensioni, ma perché se scoperto nella disponibilità di qualcuno per strada avrebbe comportato l'iscrizione sul registro degli indagati per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Ed è ciò che è stato, alla fine: per questo lo straniero ieri è finito a processo.
La pistola era sprovvista del tappo rosso delle scacciacani. E in effetti scacciacani non era, in grado com'era di sparare pallini di piombo che non saranno letali, ma comunque più che sufficienti a far male (per non parlare dei danni che possono provocare quando centrano l'occhio di un malcapitato). Erano le 5 del mattino del 29 maggio 2023: il 42enne era in sella a una bicicletta in una laterale di via Po, quando è stato notato dai militari a bordo di una «gazzella». Proprio uno sconosciuto non era, per i carabinieri, che hanno deciso di procedere a un controllo.
Che allo straniero la cosa non andasse molto a genio lo si è scoperto subito per l'atteggiamento. E subito si è capito che fosse il caso di ispezionare lo zainetto che aveva con sé: l'uomo, infatti, l'aveva lasciato a terra accanto alla bicicletta, prima di avvicinarsi alla «gazzella» della pattuglia.
Aprendo lo zainetto, i carabinieri, oltre a una tronchese, si sono trovati tra le mani un'arma identica - almeno in apparenza - a quella in loro dotazione: l'imitazione di una Beretta 92 FS con impugnatura nera, caricata però a piombini. Quattro ne aveva nel tamburo del caricatore inserito, ma il 42enne di tamburi ne aveva a disposizione altri due, ognuno dei quali con quattro piombini.
Lo straniero, oggi 44enne, ha provato a giustificarsi raccontando di essere andato il giorno prima a fare il tiro a segno con amici nel greto del Baganza e poi di essersi dimenticato la pistola nello zainetto. Il giudice Giuseppe Monaco lo ha condannato al pagamento di una sanzione di 1.200 euro, 200 di più di quanto chiesto dal pm Lino Vicini. Pistola e piombini sono stati confiscati.
r.l.
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