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Lutto

Addio a Bruno Fantuzzi, «nel suo negozio il profumo di casa»

Addio a Bruno Fantuzzi, «nel suo negozio il profumo di casa»

13 Gennaio 2026, 03:01

Quando si entrava nel suo negozio, c'era sempre il profumo di casa. Che passava per i suoi panini «fatti con amore», il suo sorriso buono, una battuta che in un attimo poteva cambiare una brutta giornata.

Bruno Fantuzzi, venuto a mancare nei giorni scorsi all'età di 85 anni, ha servito e aspettato davanti al suo bancone chissà quanti studenti e giovani del San Leonardo. Quella bottega di via Sassari - un market Crai, di quelli di una volta - era molto più di un negozio: un punto di riferimento, un passaggio obbligato prima e dopo scuola, una chiacchiera al volo con «Bruno e la Carla». Carla, sua moglie, con cui era sposato da cinquant'anni. Una vita insieme, dentro e fuori dal negozio. Lui in salumeria, lei alla cassa: «Abbiamo lavorato insieme 40 anni, fianco a fianco - racconta Carla Saccani - ci siamo sempre supportati, bastava uno sguardo per capirsi». Il segreto? «Sopportarsi a vicenda - sorride Carla dall'altra parte del telefono -. Ma Bruno è stato un compagno di viaggio perfetto. Buono, disponibile».

Davanti agli occhi di Carla, in un attimo, passano i momenti passati insieme. Ci sono anche le figlie, Laura e Francesca, ci sono i nipotini. «Il papà inondava la casa di affetto, e così accadeva anche in negozio - ricorda Laura -. Era una persona buona, di un'umanità rara, sempre disponibile verso gli altri». L'elenco di parole meravigliose continua: «Papà era sempre attento e dolce - riprende Laura - non ha mai litigato con nessuno. Tutti, anche i clienti, lo adoravano».

Lo ha dimostrato quella moltitudine di persone che ha partecipato ai funerali: «Siamo rimasti colpiti dalla presenza così importante di amici, ex clienti, conoscenti - rivela la figlia -: un altro segno di come fosse un vero punto di riferimento». Bruno, anche dopo aver venduto il negozio ormai vent'anni fa, era rimasto un volto noto e caro al quartiere San Leonardo. È proprio lui l'artista del tradizionale presepe di via Marmolada: nel suo giardino, ogni anno, dava vita a una natività «sempre più bella, sempre più grande». Tutti si fermavano ad osservarla, a scattare fotografie. E alla fine, lui li invitava a mangiare qualche dolcetto e fare un brindisi per augurarsi buone feste.

Anche la parrocchia di San Bernardo degli Uberti ha potuto contare sul suo aiuto: «Lui era il re degli affettati, ogni volta che facevamo una festa in parrocchia, lui dava sempre una mano - sorride Andrea Maestri-: una persona disponibile, piena di idee e con il sorriso stampato in volto. Sapeva trasmettere serenità e fiducia». Un cuore buono, quello di Bruno.

Anna Pinazzi

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