CONDANNA
Si vedeva già sul cubo di un locale alla moda. Lustrini, serate e guadagni invidiabili, naturalmente. Perché era ciò che le aveva promesso il suo fidanzato, romeno come lei: «Ti porto in Italia: farai la ballerina in discoteca». E nell'aprile del 2018 Miriam (la chiameremo così) aveva lasciato la Romania. Con tutto l'entusiasmo e le illusioni dei suoi 18 anni, compiuti da una manciata di settimane. Ma non c'erano contratti da firmare e balletti da imparare: pochi giorni dopo essersi sistemata in un appartamento di Cortemaggiore, che il fidanzato condivideva con i due fratelli e le rispettive compagne, è stata mandata sulla strada. Costretta a prostituirsi sulla via Emilia, tra Piacenza e Parma, insieme a un'altra ragazza. Accusato di induzione e sfruttamento della prostituzione, l'uomo - 29enne, residente nel Piacentino - è stato condannato a 4 anni. Il collegio, presieduto da Alessandro Conti, l'ha invece assolto dalla stessa accusa e dal reato di sequestro di persona, in concorso con un connazionale, nei confronti dell'altra ragazza romena.
Un abisso venuto alla luce una sera di gennaio del 2020 sulla via Emilia. Una pattuglia di carabinieri aveva notato, non molto distante dalla Proda, un'auto dalla quale erano scese Miriam e un'altra ragazza, poi si erano avvicinate a una donna che si stava prostituendo sul ciglio della strada. Erano schizzate fuori dalla macchina, tanto che l'auto aveva proceduto per alcuni metri con una portiera aperta. L'uomo alla guida, residente nel Reggiano, aveva spiegato di essere un amico di Miriam.
Ma l'attenzione dei militari si è subito focalizzata sulle ragazze: Miriam e l'amica avevano cominciato a discutere con la prostituta. E poco dopo era arrivata anche un'altra giovane donna che si era piazzata in una traversa lì accanto.
Il motivo della discussione? Miriam e l'amica stavano chiedendo con insistenza per chi stessero lavorando le due donne, perché la loro convinzione era che anche loro avessero gli stessi sfruttatori. «Lavoriamo da sole, volete rubarci la piazza», era stata invece la risposta decisa delle due ragazze.
Ma il giorno dopo Miriam si era presentata dai carabinieri, e un'altra verità aveva preso forma. Lei e l'amica erano fuggite dal suo ex fidanzato e dai due fratelli, che le avrebbero costrette a prostituirsi. Sulla strada, con un obbligo preciso: consegnare 500 euro al giorno di quanto guadagnato. Così per un anno e mezzo. E se Miriam osava balbettare qualche rimostranza, le botte erano assicurate.
Qualche mese prima era tornata in Romania, ma poi aveva fatto ritorno in Italia. E l'ex fidanzato continuava ad assillarla. Era stata di un'onestà disarmante, Miriam: «Voglio continuare a fare ciò che faccio, ma senza protettori», aveva detto ai carabinieri.
Sembrava anche convinta di voler portare avanti la querela contro l'ex fidanzata, tuttavia il giorno dopo si era presentata in caserma per ritirarla. Il processo, però, è andato avanti.
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